Un anno dopo, il cerchio si è finalmente chiuso. La Scandone Avellino si lascia alle spalle la delusione di Piazza Armerina e celebra una promozione costruita con pazienza, sacrificio e spirito di gruppo.
“Siamo contentissimi per come è andata la stagione e per la partita di ieri. Non era facile giocare in un palazzetto così caldo, davanti a oltre 6mila persone, ma i ragazzi hanno risposto bene e si sono compattati nel momento del bisogno”, ha dichiarato il presidente Marco Trasente all’indomani della promozione arrivata a Reggio Calabria.
Il numero uno del club ha ripercorso anche i momenti più complicati dell’annata, segnata da un avvio al di sotto delle aspettative e da una svolta arrivata a stagione in corso. “Fino a dicembre il campionato era stato molto altalenante, con partite perse in malo modo. Bisognava dare una scossa alla squadra e cambiare qualcosa. Fortunatamente il campo ci ha dato ragione”.
Una decisione che ha cambiato il destino della stagione, permettendo alla Scandone di ritrovare compattezza e continuità fino al traguardo finale.
Fondamentale anche il contributo di chi ha saputo guidare il gruppo lontano dai riflettori. Un pensiero speciale è andato al capitano Andrea Iannicelli e a Matteo Tonello.
“Andrea è un avellinese doc ed è stato fondamentale dentro e fuori dal campo. Matteo, nonostante l’infortunio, ha voluto svolgere tutta la riabilitazione ad Avellino per stare vicino alla squadra e trasmettere un senso di unione e forza ai compagni”.
Ora lo sguardo è già rivolto al futuro: “La Serie B Nazionale è un campionato che aspettavamo da due anni, un campionato che sognavamo. Ci faremo trovare pronti anche per questa nuova categoria”.
Sono passati 365 giorni dalla delusione di Piazza Armerina, dall’amarezza per un obiettivo sfumato a un passo dal traguardo. Dodici mesi dopo, quella ferita si è trasformata nella spinta per ripartire e costruire una squadra capace di riportare entusiasmo e orgoglio a un’intera città.

















