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Nel calcio succede spesso che un giocatore non riesca a esprimere il proprio potenziale in una determinata piazza per poi esplodere altrove. È quanto accaduto negli ultimi anni a diversi calciatori transitati da Benevento, protagonisti di esperienze ben al di sotto delle aspettative in giallorosso e capaci successivamente di rilanciarsi diventando elementi chiave delle rispettive squadre. L’ultimo caso è quello di Gabriele Moncini. Arrivato nel Sannio con credenziali importanti dopo le ottime stagioni tra Serie B e Serie A, l’attaccante toscano non è mai riuscito a diventare il bomber che tifosi e società si aspettavano. Con la maglia del Benevento ha alternato prestazioni positive a lunghissimi periodi di appannamento, chiudendo la sua avventura senza lasciare un segno indelebile. Oggi, però, il suo nome è tornato alla ribalta. Nonostante la difficile stagione culminata con la retrocessione del Bari, Moncini ha rappresentato una delle poche note liete per i pugliesi, mettendo a segno 11 reti (37 partite) in campionato e confermandosi uno degli attaccanti più affidabili della categoria. Un rendimento che ha attirato l’interesse di diversi club di Serie B, Padova e Vicenza in primis, pronti a contenderselo sul mercato estivo.

Prima di lui era toccato a Giacomo Calò. Arrivato a Benevento per raccogliere l’eredità di registi importanti, il centrocampista triestino non è mai stato capace di imporsi come leader della mediana giallorossa. Prestazioni altalenanti e un feeling mai sbocciato completamente con l’ambiente ne hanno caratterizzato l’esperienza sannita del tutto negativa. Lontano dal “Vigorito”, però, Calò ha ritrovato continuità e fiducia, diventando uno dei centrocampisti più apprezzati della Serie B tanto da condurre il Frosinone in serie A a suon di gol (10) e assist (15).

Discorso analogo per Ilias Koutsoupias. Arrivato nel Sannio tra grandi aspettative, il greco ha vissuto una parentesi condizionata soprattutto dagli infortuni e da un rendimento mai all’altezza delle qualità intraviste in precedenza. La cessione al Catanzaro sembrava rappresentare la fine di una scommessa persa, invece il centrocampista è riuscito a rilanciarsi, tornando protagonista (8 gol e 4 assist) con Calò a Frosinone dimostrando quel potenziale che a Benevento si era visto davvero pochissimo. Tre storie diverse ma accomunate dallo stesso destino. Giocatori arrivati nel Sannio con aspettative elevate, incapaci di rispettarle e poi rinati altrove. Un paradosso che continua a far discutere e che alimenta inevitabilmente qualche possibile rimpianto tra i tifosi giallorossi, soprattutto alla luce delle difficoltà vissute dal Benevento negli ultimi anni mitigate dall’ultima straordinaria cavalcata ed il conseguente ritorno in B.