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Ad appena una settimana dal suo ritorno alla guida dell’Azienda ospedaliera universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, Nicola Cantone ha incontrato per la prima volta la stampa, aprendo ufficialmente la nuova fase del suo mandato. Un debutto netto, segnato da un messaggio chiaro: “Azzererò tutti gli incarichi e le nomine. Si ricomincia da capo”.
Cantone ha spiegato di aver trovato “provvedimenti che avevo avviato anni fa ancora sospesi”, segno – ha lasciato intendere – di una macchina amministrativa che necessita di essere riallineata e rimessa in moto. Il nuovo direttore generale ha anche rivelato di non aver ricevuto, finora, alcun saluto istituzionale dal sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, lo stesso che – da presidente della Regione – sancì la fine del suo primo mandato. “Ma tocca a me andarlo a salutare”, ha risposto con pragmatismo a chi gli chiedeva se ci fosse già stato un contatto.
Tra le prime iniziative annunciate, un sopralluogo al cantiere del nuovo ospedale, opera strategica da 500 milioni di euro che vive una fase complessa tra ritardi, varianti e criticità legate agli scavi archeologici. Cantone ha confermato anche l’avvio imminente della gara per l’affidamento del parcheggio, con l’inserimento di una clausola sociale per tutelare gli 11 lavoratori attualmente impiegati.
Il nuovo manager ha poi rivolto un appello diretto ai giornalisti, chiedendo un confronto costante e un ascolto reciproco, soprattutto quando emergono notizie legate al funzionamento interno del Ruggi. Ha citato il caso della paziente che aveva denunciato di essere rimasta ore su una barella al Pronto soccorso, episodio che – ha spiegato – un suo sopralluogo immediato ha smentito. “Le porte dell’azienda sono aperte. Prima di diffondere notizie, verificate con noi”, ha detto, indicando la linea di trasparenza che intende seguire. La conferenza stampa segna così l’avvio operativo del nuovo corso: una gestione che Cantone vuole improntare a discontinuità, rigore amministrativo e ricostruzione dei rapporti interni ed esterni, in un momento decisivo per il futuro del Ruggi.