Una truffa consumata e altre quattro tentate, l’ultima delle quali fatale. La tecnica sempre la stessa: vittime persone anziane, contattate al telefono da finti carabinieri per il falso arresto di congiunti. Truffatore arrestato.
Ma l’ultima chiamata costa cara: dall’altro capo del telefono risponde la figlia della persona designata, che si spaccia per la mamma, registra la telefonata e contatta i carabinieri (quelli veri) che erano già sulle tracce di un 46enne di Pomigliano d’Arco, con precedenti specifici.
L’uomo era stato individuato grazie alle immagini di videosorveglianza dopo l’ultimo colpo andato a segno, il 18 giugno a Sant’Agnello, quando era stato capace di portare via ad una 88enne 500 euro in contanti e gioielli per oltre 12mila euro.
Ieri avrebbe provato a mettere a segno un altro colpo, ma le prime tre telefonate non avevano sortito l’effetto sperato.
Alla quarta la risposta positiva: la vittima è una 82enne di Massa Lubrense, che pare cascare nell’inganno del finto nipote preoccupato per la sorte che toccherà ai genitori per il mancato (e fasullo) pagamento di alcuni bollettini postali.
I carabinieri (finti come tutta la storia) chiedono soldi da depositare alla stazione di Castellammare di Stabia.
La trappola che ha incastrato il truffatore
Ma all’altro capo del telefono c’è la figlia dell’anziana, che intuita la tentata truffa decide di assecondare l’interlocutore e registrare la conversazione.
Quindi scatta la segnalazione ai militari dell’Arma, che si mettono sulle tracce dell’uomo, individuato su un mezzo a due ruote.
Fermato, l’uomo ha ancora il telefono collegato al navigatore satellitare per raggiungere l’appartamento di Massa Lubrense.
Finisce in manette e, su disposizione della Procura di Torre Annunziata, trasferito in carcere. Non è la prima volta che il 46enne si trova coinvolto in guai legati a reati analoghi.
Solo due mesi prima, il 27 aprile scorso, era stato arrestato dalla compagnia Carabinieri di Civitanova Marche per concorso in truffa ad anziani.





















