Le contestazioni mosse all’indirizzo del datore di lavoro non riguardano la regolarità delle retribuzioni base, bensì la sistematica disapplicazione di tutele e istituti fondamentali previsti dal Contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl). Si denuncia nello specifico il mancato riconoscimento finanziario delle ore di lavoro straordinario effettivamente prestate e il mancato pagamento dell’indennità di cassa dovuta al personale che quotidianamente movimenta e trasporta i flussi di denaro dai distributori automatici dislocati sul territorio fino alla sede centrale.
A ciò si aggiungono la negazione del diritto alle ferie maturate – resa problematica da una cronica carenza di organico nei reparti operativi – e profonde criticità nella gestione logistica, che generano continui disservizi a danno dell’utenza e un progressivo peggioramento delle condizioni di lavoro.
Sulla Bamar Italia interviene la Cisal metalmeccanici
Sulla delicata e complessa vicenda è intervenuto direttamente Gigi Vicinanza, componente nazionale della segreteria della Cisal Metalmeccanici, che ha espresso ferma condanna nei confronti dell’atteggiamento della proprietà aziendale:
“Siamo di fronte a una condotta inaccettabile che calpesta i diritti più elementari dei lavoratori, sanciti dalle leggi e dai contratti collettivi.
Non è più tollerabile che un’azienda applichi il Ccnl in modo parziale e arbitrario, negando spettanze dovute come gli straordinari e l’indennità di cassa a chi ogni giorno svolge mansioni ad alto rischio maneggiando e trasportando denaro”, ha detto Vicinanza.
“I lavoratori della Bamar hanno già pagato un prezzo altissimo in termini di sacrifici e riduzione dell’organico durante i lunghi anni del concordato preventivo presso il Tribunale di Salerno. Continuare a fare resistenza e mettere in discussione i loro diritti contrattuali significa ignorare deliberatamente una sofferenza sociale che dura da troppo tempo.
Chiediamo trasparenza immediata sulla reale forza lavoro e sui contratti di assunzione di tutto il personale.
Riteniamo inoltre fortemente contraddittorio e lesivo della dignità dei reparti operativi procedere a nuove assunzioni nel settore amministrativo mentre si lasciano i comparti produttivi in una condizione di cronica e strutturale carenza di personale.
Questa gestione non fa che esasperare il clima aziendale e compromettere la qualità del servizio.
Se la proprietà non intende ripristinare immediatamente corrette e normali relazioni sindacali e riconoscere quanto dovuto ai dipendenti, la mobilitazione proseguirà con fermezza in ogni sede opportuna”.
La Cisal Metalmeccanici ribadisce che lo stato di agitazione andrà avanti ad oltranza finché l’azienda non presenterà soluzioni concrete e dettagliate per il superamento delle criticità organizzative e l’integrale pagamento di tutte le indennità contrattuali maturate dai lavoratori.




















