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Solo il 2,4% degli intervistati cerca lavoro in Italia, “segnale di un forte desiderio di mobilità formativa”. È uno dei risultati emersi da “Futuri (Im)Possibili”, il progetto promosso da Fondazione Rut Ets, Consiglio Nazionale delle Ricerche e Fondazione Don Calabria per il Sociale. L’iniziativa, nei mesi scorsi, ha coinvolto oltre 800 ragazze e ragazzi di Caivano. I primi dati saranno presentati oggi, 26 giugno alle 18.00 presso il Comune di Caivano.

“Futuri (Im)Possibili” accende i riflettori sui giovani di Caivano, e intende offrire una fotografia inedita dei bisogni, delle aspirazioni e del rapporto con il contesto in cui vivono. Il progetto è stato realizzato in accordo con il Commissario Straordinario per Caivano, prefetto Fabio Ciciliano. Gli intervistati sono stati incontrati nei luoghi della quotidianità, nei contesti formali e informali di aggregazione. “Un approccio che ha consentito di affiancare ai dati quantitativi – spiega una nota – una conoscenza diretta dei vissuti, delle relazioni e delle dinamiche sociali che attraversano la comunità giovanile, restituendo uno sguardo più profondo e autentico sulle trasformazioni in atto nel territorio”.

Il sondaggio “ha rivelato un dato straordinario: i giovani di Caivano non sono privi di aspirazioni” sottolinea il comunicato. Entrando nel dettaglio, riguardo la formazione troviamo che il 58,2% degli studenti aspira all’università, il 7,6% alle Forze dell’Ordine. L’11,1% vorrebbe studiare all’estero. Tra le preoccupazioni rilevano guerra, criminalità, disuguaglianze sociali ed economiche, cambiamenti climatici. Scarsa sicurezza dei luoghi pubblici: 22,7%. I genitori restano il principale punto di riferimento (50%), seguiti da amici più grandi (19%) e fratelli maggiori (16%). Insegnanti e professionisti del supporto restano marginali (6% e 4%). Orientamento al futuro: il 65% lo colloca su un orizzonte di 10 anni; il 74% ci pensa spesso o sempre.

Le parole associate al futuro: cambiamento, speranza, opportunità ma anche ignoto, inquietudine, vuoto. E ancora: il 53,4% dei giovani parla prevalentemente in dialetto, il 40,8% in italiano. “Dato fondamentale per l’interpretazione dei codici comunicativi giovanili e per la costruzione del Glossario” avvertono i responsabili del progetto. “Abbiamo scelto di partire dall’ascolto“, dichiara Giovanna Martelli, segretaria generale di Fondazione Rut Ets. “I dati raccolti – aggiunge – ci restituiscono una realtà complessa, fatta di aspirazioni, fragilità, desideri e ostacoli. Questa ricerca non conclude un percorso, ma apre nuove domande e conferma l’importanza di continuare a investire nella presenza educativa, nella costruzione di legami e nella capacità di pensare collettivamente le adeguate opportunità per le nuove generazioni”. Per il sindaco Antonio Angelinoquesta ricerca rappresenta un momento importante per Caivano, perché rimette al centro la voce dei nostri ragazzi, le loro aspettative, i loro bisogni e il loro modo di immaginare il futuro. Ascoltare oltre 800 giovani significa assumersi la responsabilità di trasformare quei dati e quelle testimonianze in azioni concrete. Come Amministrazione comunale crediamo che le politiche rivolte alle nuove generazioni debbano partire dalla conoscenza reale del territorio”.