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Una strigliata che è anche un invito a ritrovare la bussola politica. Il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, sceglie la platea di “Gymnasium 2026” — la due giorni di dibattito culturale e politico promossa dal coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia al Circolo della Stampa di Avellino — per analizzare il momento delicato del centrodestra irpino dopo il passo falso delle ultime elezioni comunali.

Nessun processo sommario, ma una richiesta netta di cambio di passo. Il Ministro ha voluto ricordare il peso specifico della coalizione a livello nazionale per tracciare la linea da seguire sul territorio: “La coalizione di centrodestra è quella che ha assicurato al Paese, per il momento quattro ma saranno cinque anni di governo, il governo più stabile dell’epoca repubblicana. C’è quindi una responsabilità in più di attuare anche in questa provincia qualcosa che sia politica solida e concreta”.

Sollecitato sul dibattito interno che agita i partiti locali, con diverse anime che invocano un azzeramento o un cambio dei vertici dopo la recente debacle, Piantedosi ha glissato sulle questioni di pura organigramma, spostando l’accento sul metodo di fare politica: “A parte i cambi di vertice e queste cose così… Io ripeto: la discussione è molto importante. Intorno alla discussione si possono aggregare meglio le persone, e quindi discutere, avere obiettivi comuni, condividere passi concreti da fare. Se non si parte dalla discussione, poi escono fuori i personalismi che talvolta fanno emergere quelle difficoltà a cui si faceva riferimento“.

La giornata avellinese del Ministro non è stata però solo politica. In mattinata, Piantedosi ha presieduto un tavolo in Prefettura per fare il punto sulle pesanti crisi industriali del territorio: Menarini e ArcelorMittal. Ed è proprio analizzando la gestione di questi tavoli che è arrivata la stoccata più pesante alla classe dirigente locale, rea di non saper dialogare efficacemente con i livelli superiori: “Si tratta di situazioni che in qualche modo potevano essere avviate a soluzione e che invece, anche qui, grazie un po’ ad un’assenza forse di una forte politica che se ne interessi a livello territoriale nei confronti degli organismi regionali e nazionali, stanno segnando un po’ il passo“.

Il Ministro ha poi concluso garantendo il proprio impegno diretto per l’Irpinia: “Su questo aspetto ho ascoltato i rappresentanti molto volentieri e cercherò di dare il mio contributo”.