In un clima di mercificazione musicale e culturale, cosa spinge a ricercare ancora quello che Simone Ielardi chiama “il sound della stanza”? E cosa spinge, soprattutto, artisti del sud non solo a rimanerci, ma ad investirci?
Simone, insieme con Giacomo Del Donno, Fabrizio De Cunto e Tiziano Ielardi ha digerito il disagio e la mancanza di spazi musicali decidendo di fare la differenza. Di aprire uno squarcio dove mancava luce. È così che nasce l’Abbazia, uno spazio interamente dedicato all’arte e alla musica intese come concetti, non come merci.
L’Abbazia è un circolo che vibra di autenticità, nato dall’esigenza di avere una sala prove nel cuore di Benevento, una città che sta rinascendo dalle ceneri di un’apatia musicale. A fronte di un’ondata migratoria verso il nord, è lodevole vedere come ci siano ancora ragazzi che notano le potenzialità di questa città e che, contando unicamente sulle loro forze, decidano di metterle in risalto.
Con una vena un po’ “vecchio stile”, come l’ha definita Simone, questa sala prove è il luogo adatto per chi è alla ricerca di un sound che sia personale, lontano dagli stili vergini e incontaminati delle classiche sale prove più professionali. Distante, dunque, dalle contraffazioni dell’industria musicale che ormai ha desensibilizzato la musica a merce, non più arte.
‘Contaminato’ è forse il termine giusto per qualificare l’Abbazia: idee, arti, musiche e passioni sono in continua mescolanza tra di loro. A dimostrarlo è il primo progetto realizzato nella sala prove: l’ottavo album della Dr Jazz & Dirty Bucks Swing Band, “Stamm’ Street”, è composto da diciassette brani registrati interamente in acustico.
Oltre l’anonimato dell’omologazione artistica, dunque, viene lasciato spazio a chiunque
voglia dare voce ai propri concetti dando anche la possibilità di imparare. Il 6 luglio alle ore 15:00, infatti, verrà tenuto il workshop “The Drum Recording Method”. La masterclass sarà a cura di Niccolò Russo, batterista e produttore musicale, il quale insegnerà il metodo completo per registrare una batteria professionale in casa. Nessun artificio artistico, soltanto passione e creatività. Una musica che nasce ancora dall’esigenza e non dalla moda. Dal disagio e dal bisogno, non dalla vendita.
Verrebbe, quindi, da chiedersi: questa città deve ancora avere la necessità di far fuggire i suoi artisti? Bisognerebbe dare molta più voce e visibilità a chi decide di restare e non solo restare, ma di investire. Che venisse data luce agli spazi e alle voci autentiche!




















