E’ una di quelle scene che ti stringe il cuore e comunque crea un profondo disagio. Una persona di una cinquantina d’anni con il suo cane, un pastore meticcio, incrocio forse di un bavarese e di un maremmano, soggiorna da qualche tempo, ormai quasi un anno, in un’aiuola di via Vincenzo Tomaselli in prossimità dell’argine del fiume Sabato.
In questi giorni di calura insopportabile l’uomo trova riparo dal sole implacabile grazie ad un albero di alto fusto, che fortunatamente dimora in quella piazzola peraltro assai spoglia, sempre con il suo cane accanto; ma ovviamente è costretto a inseguire l’ombra seguendo il movimento dell’astro. Alcuni cittadini residenti nelle palazzine della zona, che ci hanno segnalato la vicenda in Redazione, ci hanno informato su alcuni passaggi storici di questo dramma della solitudine.
Gli agenti della Polizia Municipale avevano avvicinato l’uomo invitandolo a trovare un ricovero presso una istituzione assistenziale. In un primo momento il senza fissa dimora aveva accettato di lasciare l’aiuola, ma dopo pochi giorni vi era tornato. E dunque la scena che proponiamo ai lettori con la foto è la stessa da qualche mese a questa parte. La questione dei senzatetto in città, del resto,torna dunque all’ordine del giorno: del resto lo stato di indigenza di molti concittadini è ben nota, come da tempo segnala la Caritas.
Quello che è certo è che questa immagine irrompe a gamba tesa nelle coscienze dei beneventani e delle Istituzioni e dice ancora una volta che bisogna fare di più per offrire assistenza e supporto a persone fragili e in stato di disagio. Viene richiesto l’intervento nuovamente da parte dei Servizi Sociali comunali, la cui sede peraltro non è molto distante. L’uomo sembra assolutamente tranquillo e, a quanto pare, deve aver vissuto momenti migliori: in ogni caso gli manca, com’è del tutto evidente, un qualche gesto concreto di solidarietà, di sostegno, di accoglienza.




















