Si apre lo scontro tra la comunità studentesca irpina e l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Pizza.
A scatenare la protesta dei giovani è l’emanazione dell’Ordinanza sindacale n. 360/2026 del 10 luglio scorso, recante disposizioni urgenti in materia di “decoro urbano” e contenimento della movida nel centro storico. Un provvedimento che la locale sezione dell’Unione degli Studenti (UdS) ha bollato senza mezzi termini come «punitivo, escludente e privo di qualsiasi programmazione sociale».
In risposta alle nuove restrizioni, i collettivi giovanili hanno indetto un presidio pubblico di protesta per sabato 18 luglio, a partire dalle ore 18:00, nella centrale Piazza Libertà. Sotto lo slogan provocatorio «Non rompeteci le palle!», i manifestanti chiederanno l’immediata revoca del dispositivo amministrativo, preannunciando una mobilitazione permanente che toccherà anche gli istituti scolastici all’avvio del prossimo anno accademico.
Tra le disposizioni più contestate spicca il divieto assoluto di praticare giochi con il pallone o attività ludico-sportive affini in tutte le principali piazze del centro cittadino. Una norma che, secondo gli organizzatori della protesta, penalizza fortemente il diritto allo svago dei minori e degli adolescenti che storicamente utilizzano le piazze come principale valvola di sfogo e socializzazione.
Ad appesantire il malcontento si aggiunge la stretta sulla mobilità sostenibile: l’ordinanza impone infatti il divieto di circolazione per biciclette e monopattini – che dovranno essere obbligatoriamente condotti a mano – nella fascia oraria compresa tra le 18:00 e la mezzanotte. Infine, il provvedimento colpisce gli esercizi commerciali e i locali di intrattenimento, vietando la diffusione musicale (sia interna che esterna) e l’asporto di bevande alcoliche dalle ore 00:00 nei giorni feriali e dall’1:00 nei giorni festivi.
I collettivi evidenziano inoltre come le criticità legate all’ordine pubblico e alla devianza giovanile siano l’effetto diretto e prevedibile di anni di disinvestimento nei servizi sociali e nelle politiche giovanili: «Un paio di concerti estivi all’anno non possono sostituire una politica culturale strutturata. Ci si limita a ghettizzare i giovani per non disturbare il passeggio».
Oltre alla richiesta di revoca immediata dell’ordinanza n. 360, la piattaforma rivendicativa che sarà presentata sabato in Piazza Libertà propone una radicale inversione di rotta sul fronte degli investimenti pubblici per il territorio.




















