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“In Piazza Vittoria, nel Comune di Torre le Nocelle, a sinistra del Monumento ai Caduti, da tempo immemorabile veniva conservata una tomba a cupa di età romana (columna formae Lucanae), a cui i cittadini Torresi erano particolarmente legati. L’importante reperto archeologico, da circa un anno, era stato rimosso, senza alcun motivo apparente, dal luogo dove era custodito ed era stato deposto all’interno di una abitazione privata: al suo posto era stata collocata una fioriera, verosimilmente dallo stesso Comune di Torre le Nocelle.

Il manufatto segnalato nel 1789, come proveniente da Montemiletto in loc. S. Vitaliano, fu segnalato nella piazza di Torre le Nocelle, presso casa Penna nella metà del XIX sec., ora piazza Vittoria, venne pubblicato nella più grande raccolta di iscrizioni latine dell’antica Roma, il Corpus Inscriptionum Latinarum (CIL), dallo storico tedesco Theodor Mommsen che curò personalmente diversi volumi dedicati all’Italia ed è divulgato anche sull’Epigraphic Database di Roma (EDR). Sicuro della notevole importanza di tale manufatto, dopo diversi tentativi andati a vuoto, agli inizi di luglio avevo richiesto l’intervento delle Autorità preposte alla tutela, Soprintendenza e Nucleo Carabinieri TPC di Napoli, ed oggi ho ricevuto la bella notizia, nella serata di ieri la tomba è ritornata al suo posto, motivo per cui esprimo la mia più sentita e sincera gratitudine nei confronti della Soprintendente Dott. arch. Anna Onesti e dei Carabinieri del Nucleo di Napoli per l’altissima professionalità nella conduzione dell’intervento e soprattutto per aver restituito alla comunità di Torre Le Nocelle un simbolo identitario di questo luogo. Ora mi auguro che il Comune, e non ho alcun motivo per pensare il contrario, doti la tomba di questo nostro antenato di un supporto adeguato, in pietra o altro materiale poco importa, su cui poter ospitare degnamente tale sepolcro

. E’ anche il caso di ricordare che il territorio di Torre Le Nocelle, uno dei più importanti della nostra Provincia dal punto di vista storico e archeologico, ha restituito numerose testimonianze preistoriche e di età romana che hanno impreziosito la storia della nostra Provincia e dell’intera Regione Campania. Solo a titolo di esempio cito un’altra epigrafe, la numero 2087 del CIL, sempre proveniente da Torre le Nocelle, al casalino in muro domunculae collapsae, dove è menzionato un “aruspice”, quest’ultima, rinvenuta pochi anni fa dopo quasi un secolo di oblio sulla facciata di un edifico vicinissimo al Santuario, fu rimossa dal proprietario del fabbricato e pertanto andrebbe censita prima della sua eventuale dispersione”.

Simone D’anna da Torre le Nocelle.