“Niente dischi stasera, solo musica dal vivo!”
Se il jazz è il cuore dell’improvvisazione, allora la serata di ieri, Radio Django, è stata emblematica. Il jazz è un luogo dove improvvisazione non significa impreparazione, ma seguire il flusso, seguire l’anima. L’Arco del Sacramento ieri ne è stato la dimora. Lo spettacolo “Radio Django” partecipante della rassegna “Estate all’Arco del Sacramento – In memoria di Alessandro Verdicchio” è stato il momento più vicino alla spontaneità che questa città potesse avere.
Con un magnifico ritorno agli anni Venti, il Funambolo APS e la Dr Jazz & Dirty Bucks Swing Band hanno trasformato l’Arco del Sacramento in un locale di New Orleans. Un richiamo allo Storyville, il quartiere di New Orleans dove nacquero molti dei primi locali con musica jazz dal vivo.
La regia e la sceneggiatura interamente curate da Alfredo Verga (frontman della band) prevedevano un allestimento che richiamava uno stile retrò, anni 20/30. Il concept era quello dello speakeasy, tipico dell’epoca del proibizionismo integrato allo stile delle radio di una volta.
Costantemente “On air”, il filo conduttore della serata è stato portato avanti da un eccezionale speaker radiofonico. Gavio (frontman della band Tony Luana & i LocoPomona) è stato la spontaneità e l’armonia della serata: simpatico ed estremamente nella parte, è riuscito a coinvolgere tutti e a mantenere viva l’attenzione e la curiosità.
Nonostante il fulcro fosse il jazz, la sintonia dello spettacolo è stata data proprio dal non avere un’identità unitaria e fissa. La varietà del corpo di ballo è stata la ciliegina sulla torta: dallo swing, al lindy hop e dall’hip hop alla ginnastica artistica. Ognuno di loro, con il proprio stile, è stato una parte importante della serata. In totale sinergia con la musica, hanno dato corpo a quello che era solo anima.
La Dr Jazz & Dirty Bucks Swing Band ha avuto la capacità di appassionare tutti con uno stile che, essendo qualcosa ‘di pancia’, risulta catartico. Il modo in cui travolge chiunque l’ascolti è liberatorio: nessun freno, nessuna inibizione. Libertà, libertà e solo tanta libertà.
E tra notevoli difficoltà nel battere le mani sul 2 e sul 4, la serata è stata un successo.
“Quando non sai cos’è allora è jazz!”.




















