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Il Gip del Tribunale di Benevento ha convalidato il sequestro preventivo d’urgenza dell’impianto di depurazione situato nell’area di Ponte Valentino, al centro dell’inchiesta sul grave episodio di inquinamento del fiume Calore registrato nei giorni scorsi.

Lo rende noto la Procura della Repubblica di Benevento in un comunicato diffuso oggi, spiegando che il provvedimento cautelare era stato eseguito il 25 luglio dai militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Benevento e San Giorgio del Sannio.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il sequestro è stato disposto per la sussistenza del fumus del reato di inquinamento ambientale. Durante i sopralluoghi, effettuati con il supporto dell’ARPAC, sarebbero stati riscontrati schiume bianche persistenti, esalazioni maleodoranti e numerosi pesci morti trasportati dalla corrente del fiume Calore.

Gli accertamenti hanno inoltre interessato lo scarico proveniente dall’impianto di depurazione di Ponte Valentino, dove sarebbe stata rilevata la presenza di un refluo di colore scuro e maleodorante, elemento ritenuto dagli investigatori compatibile con le cause dell’inquinamento.

La Procura ha ritenuto sussistente anche il periculum in mora, ossia il concreto rischio che il protrarsi della situazione potesse provocare un grave e irreparabile pregiudizio ambientale, disponendo così il sequestro preventivo d’urgenza.

Successivamente, il 27 luglio, la Procura ha chiesto al Gip la convalida del provvedimento e l’emissione del decreto di sequestro preventivo. Il 30 luglio, il giudice per le indagini preliminari ha accolto la richiesta, convalidando il sequestro e disponendo la misura cautelare sull’impianto.

Nel provvedimento il Gip ha ritenuto effettivamente sussistenti sia il fumus del reato di inquinamento ambientale sia il pericolo di aggravamento delle conseguenze del reato, evidenziando la necessità di ulteriori approfondimenti tecnici e investigativi sulla vicenda.

La Procura precisa infine che si tratta di misure cautelari reali adottate nella fase delle indagini preliminari e che le persone coinvolte sono da ritenersi presunte innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.