Sale a circa 700 unità il numero degli sfollati a Pozzuoli dopo il terremoto record, di magnitudo 4.7, registrato venerdì scorso.
Di questi circa 568 hanno trovato una sistemazione autonoma. Le case inagibili per il momento sono quasi 400, ma i controlli dei vigili del fuoco proseguono.
Il dato è emerso dalla riunione di aggiornamento del centro coordinamento soccorsi che si è tenuto oggi in prefettura con il presidente della Regione Campania, Roberto Fico.
Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha ribadito che grazie agli ulteriori moduli di verifica dei vigili del fuoco, garantiti dal ministro Piantedosi, entro la fine della settimana saranno ultimate tutte le verifiche sugli immobili lesionati.
Gli edifici inagibili sono 57 per 395 unità abitative. Nella città di Napoli (zona Agnano/Bagnoli) non c’è alcun sfollato mentre a Pozzuoli le ordinanze di sgombero sono 30 per 700 persone.
A Monte di Procida c’è una sola ordinanza di sgombero per 38 persone. La maggior parte degli sfollati ha fatto ricorso all’opzione del contributo di autonoma sistemazione. A Pozzuoli solo 128 sfollati sono in strutture alberghiere.
“Sin dal primo momento c’è stata una grande sensibilità da parte di tutti ad iniziare dalla Regione Campania – ha ripreso il Prefetto Michele di Bari – del Comune di Napoli e del comune di Pozzuoli per reperire alloggi ma la preferenza è per l’autonoma sistemazione”.
A poco più di quaranta giorni dalla ripresa delle attività scolastiche nella città di Pozzuoli sono tredici le scuole che sono risultate inagibili dopo la pesante scossa della scorsa settimana. È quanto emerso dalla riunione di aggiornamento del Centro coordinamento soccorsi che si è tenuta oggi ed è stata presieduta dal prefetto di Napoli, Michele di Bari.
Al vertice ha preso parte anche il presidente della giunta regionale della Campania, Roberto Fico. Il prefetto ha assicurato che in alcuni le opere di messa in sicurezza sono già state avviate “e solo tre destano qualche preoccupazione per lavori più poderosi”.
Sono gravi i danni arrecati a chiese ed edifici di culto dalla forte scossa di terremoto a Pozzuoli. Quattordici strutture sono inagibili.
Nel corso della riunione di aggiornamento del centro coordinamento soccorsi, presieduta dal prefetto Michele di Bari, si è discusso su come intervenire. Domenica scorsa in alcune chiese di Pozzuoli le funzioni religiose non state celebrate. Alcuni parroci hanno preferito presiedere le messe all’aperto.
La fornitura di acqua, interrotta in alcune aree di Pozzuoli dopo la scossa della settimana scorsa, sarà rafforzata e garantita con le autobotti dei vigili del fuoco e della protezione civile regionale.
La questione della carenza idrica è stata affrontata nel corso della riunione di aggiornamento del centro di coordinamento soccorsi, presieduta dal prefetto di Napoli, Michele di Bari, che si è svolta questa mattina.
Proprio nella giornata di oggi c’è stata una manifestazione di protesta al porto di Pozzuoli legata anche ai disagi di molte famiglie per i rubinetti rimasti a secco da venerdì sera.



















