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Sotto l’occhio attento del notaio Gerardo Santomauro si è costituita ufficialmente la società Sannio Acque.

La firma è stata apposta a Palazzo Mosti, assente il sindaco Clemente Mastella, ma con la presenza dei tre sindaci delle cittadine aderenti: Campoli, Campolattaro e Solopaca, Tommaso Nicola Grasso, Simone Paglia e del primo cittadino solopachese nonché presidente Pompilio Forgione.

Quest’ultimo ha sottolineato: “Una giornata storica per l’organizzazione della gestione idrica che sanerà l’atavico problema della sete per molte cittadine sannite” con l’apporto determinante di Acea Sannio, compartecipata di minoranza e che dovrà a sua volta esprimere il direttore generale, l’ex di Alto Calore Andrea Palomba, e in futuro l’amministratore delegato.

Membri pubblici del CdA saranno Oreste Di Giacomo e Rino Caputo che si è riavvicinato a Mastella.

Tre si diceva i comuni che hanno fino ad ora aderito, in attesa che lo faccia in via definitiva anche Benevento.

La certezza mastelliana è che nel giro di un paio d’anni l’adesione possa essere della quasi totalità dei 78 comuni sanniti.

Resta sullo sfondo quale convitato di pietra la Corte dei Conti, intervenuta nel corso del tempo durante il complicato e contrastato iter costitutivo del nuovo organismo e il cui ultimo parere, obbligatorio ma non vincolante, è stato per ora parzialmente negativo.

E con molta probabilità si confermerà tale. E nemmeno si apre alla possibilità di creare una società che raggruppi i comuni in una sola voce e che faccia valere il 55% di capitale pubblico che è ora dilazionato e incapace di reggere il 45% compatto del socio privato che mantiene prerogativa di veto e la scelta del direttore generale e ovviamente dell’amministratore delegato.