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Commemorano le stragi di Capaci e via D’Amelio, ma sbagliano quattro nomi sulla targa. Succede al Comune di Napoli, uffici della Municipalità 5, nella sede dell’ex Circoscrizione Arenella. Ma c’è un prologo della storia. Giorni fa la Municipalità Vomero Arenella ha spostato la targa commemorativa dall’ex aula consiliare, da tempo inutilizzata, all’androne. Si tratta quasi di un reperto storico. L’iscrizione marmorea è stata posta circa 30 anni fa. Con l’iniziativa, il Comune di Napoli volle ricordare le stragi mafiose del ’92, due eventi che stravolsero la storia d’Italia. Nel contempo, si intese onorare la memoria dei caduti di quegli eccidi. Ma qui c’è lo strafalcione, passato inosservato per chissà quanto tempo. Forse proprio dall’inizio, salvo interventi successivi di manutenzione. Sulla targa sono infatti scritti i nomi delle vittime: i magistrati Giovanni FalconeFrancesca Morvillo (moglie del primo) e Paolo Borsellino. E come naturale, insieme a loro i nomi degli agenti di Polizia delle scorte. Tuttavia si registra una serie di errori piuttosto clamorosa: sono ben quattro i nomi errati. Ovvero quelli del capo scorta Antonio Montinaro e di Rocco Dicillo, uccisi a Capaci il 23 maggio con Falcone, e quelli di Eddie Walter Cosina e Vincenzo Li Muli, periti con Borsellino il 19 luglio. Nella targa, Montinaro diventa Montinari, Dicillo invece Di Cillo. Cosina è distorto in Cusina, mentre Li Muli si trasforma addirittura in Li Meli. Per decenni, nessuno si è però accorto di nulla.

 

La scoperta, peraltro, è avvenuta in modo casuale. A dare il la è un post Facebook di Ruben D’Agostino, artista attivista. Nel commento social si stigmatizzava già la scelta di collocare la targa nell’androne, luogo considerato non consono. Ma un utente ha scoperto alcuni degli errori. A quel punto, altri ne sono emersi ad un controllo più approfondito.

La vicenda ha indotto Rino Nasti, capogruppo municipale di Europa Verde, a inviare subito una Pec al direttore della Municipalità 5 e, per conoscenza, al sindaco Gaetano Manfredi. Nasti, primo a giudicare inopportuno lo spostamento della targa, chiede una immediata rettifica dei nomi.

Pur trattandosi di errori risalenti presumibilmente all’epoca della realizzazione della targa, oltre trent’anni fa – sottolinea l’esponente dei Verdi – appare doveroso provvedere oggi alla loro correzione, quale segno di rispetto nei confronti della memoria dei servitori dello Stato caduti per mano della mafia e delle loro famiglie.
La recente ricollocazione della targa costituisce l’occasione per eliminare definitivamente tali inesattezze, restituendo piena correttezza storica a un simbolo che rappresenta uno dei più alti valori della nostra Repubblica”.