I turisti premiano la bellezza di Napoli, cartolina internazionale che non ingiallisce mai. Ma per diventare capitale del turismo tantissime sono le emergenze a cui dover far fronte.
Perché è giusto potenziare la sicurezza ma quella dei trasporti resta una spina nel fianco. E a Ferragosto 2026 si vede eccome.
I numeri dicono alberghi quasi al 100% e b&b pieni, con Confesercenti e Confindustria Albergatori che puntano a superare il 2023, anno d’oro. Toledo e via Chiaia da ieri sono già un fiume di gente e la città scoppia. Ma ABBAC frena subito gli entusiasmi da record facile. “Non possiamo parlare indistintamente di tutto esaurito” dice il Presidente Agostino Ingenito che spiega come il turista sia cambiato.
Prenota all’ultimo, confronta le tariffe, accorcia la vacanza. Pesa il caro-vita, pesa l’incertezza, pesa il caldo. Napoli tiene, la Costiera e la Penisola Sorrentina restano internazionali anche se qualche cancellazione dal Sud-Est asiatico c’è stata. Gli americani invece reggono. E intanto crescono Salerno e Cilento. Però attenzione: una piazza piena non è una camera piena. Sulla Costiera tanto affollamento solo per escursionismo giornaliero e quello non fa fatturato. Il vero problema sono i servizi.
“Napoli non può essere destinazione internazionale senza trasporti efficienti, pulizia, decoro e sicurezza”, attacca ABBAC. Confcommercio chiede più pulizia e che la tassa di soggiorno vada sui bus e sulla metro.
Dal Comune arrivano info point e vigili in più, ma la metro la sera chiude presto e la Circumvesuviana è ferma con solo bus sostitutivi. E per le famiglie italiane, quelle messe peggio dal caro-vita, ABBAC propone di tornare ai voucher vacanza e di pensare a un calendario scolastico diverso per destagionalizzare. Per ABBAC il turismo non è più solo ferragosto, lente di ingrandimento per ogni sondaggio passato. Il turismo di oggi è 365 giorni l’anno.


















