Si sono svolti ieri mattina alla chiesa dell’Addolorata a Benevento i funerali di Antonio De Rosa e Giovanni Fasulo scomparsi in un incidente stradale nei pressi di Ponte Valentino alle porte di Benevento.
A vivere da vicino un profondo dolore è stato Gianluca De Rosa, che nella tragedia ha perso il padre e il cognato. Affidando il proprio sfogo ai social, ha espresso amarezza per quella che considera una totale assenza delle istituzioni, accusandole di non aver manifestato alcuna forma di vicinanza alle famiglie.
“Le istituzioni? Assenti – è l’incipit del suo messaggio. In questa tragedia che la mia famiglia è stata colpita le istituzioni dove erano?? Ve lo dico io…a divertirsi come è giusto che sia. Ho trovato da parte loro un silenzio tombale, nessuno dico nessuno ha avuto la decenza anche con un semplice messaggio, un telegramma per dimostrarci la loro vicinanza. Chi vive queste tragedie cerca una parola di conforto, un pensiero, ma nella nostra città come in tante altre esistono morti di serie A e serie B, si pensa a commemorare un politico un amico del politico che per la nostra comunità non ha fatto nulla forse non conosce neanche geograficamente dove si trova, e non si pensa ai propri concittadini che per colpa di una mala gestione, per colpa di menefreghismo istituzionale hanno perso tragicamente la vita lasciando moglie, figli nipoti soli.
L’ennesima tragedia su quella strada che vede sfrecciare migliaia di macchine al giorno e nessuno fa niente solo parole portate al vento a destra e a manca finché forse un giorno vedrà coinvolti loro, e cercheranno di muovere mari e monti. Non mi voglio lamentare e chi mi conosce bene lo sa, ho due spalle da sorreggere un palazzo ma questa volta non mi fermo, vado avanti come ho sempre fatto però con la consapevolezza che le nostre istituzioni devono vivere nella vergogna più assoluta.
Non è una provocazione politico e per tale non voglio nessun commento politico perché attualmente per me non esiste destra sinistra centro che mi riporti indietro i mie affetti. Tutti uniti in un unico aggettivo VERGOGNA!”.















