Le polemiche sulle aree riservate aperte a troppe persone non autorizzate. gli spazi risicati e la gestione della sicurezza non cancellano il dato principale del concertone del 16 agosto di Avellino: la gente c’era, ed era tantissima.
Oltre 20mila persone secondo le stime del Comune se si estende il raggio, non solo agli 8mila spettatori registrati dalla Questura nelle aree limitrofe al palco per BigMama e i The Kolors, O’ Tsunami, Frada e Joseph
Il concertone di Ferragosto ad Avellino va in archivio con una città invasa dalla folla, gli incassi record per i commercianti del centro e una scia di dibattiti nati proprio dalla sproporzione tra l’imponente affluenza e uno spazio urbano ormai troppo piccolo per contenere eventi di questa portata.
A rivendicare il successo dell’appuntamento è l’assessore alla Cultura e agli Eventi, Luca Cipriano, che ha risposto alle critiche e chiarito la posizione dell’amministrazione: «Abbiamo registrato uno degli eventi estivi di Ferragosto più affollati di sempre. Lo dicono i numeri, le fotografie e, devo dire, lo dicono anche i commercianti, che mi hanno raccontato di un incasso record».
Mentre le polemiche si sono concentrate sulla calca provocata da un perimetro ristretto, i dati confermano l’eccezionalità del flusso. Sulla difformità tra i rilievi della Questura (8mila persone nell’area antistante il palco) e quelli del Comune (20mila presenze complessive), Cipriano derubrica, come detto, la questione a una classica divergenza di calcolo: «È una vecchia diatriba. La Questura fa riferimento alla sola area dello spettacolo, noi parliamo dell’intera città, di tutte le persone venute ad Avellino che hanno sostato lungo il corso, in viale Italia e nel centro storico».
L’assessore ha anche risposto direttamente a chi parlava di una città vuota durante le feste: «Qualcuno parlava di città spettrale. Se 15-20mila presenze sono una città spettrale, ben venga Avellino così».
Proprio la consapevolezza che le polemiche sono figlie di uno spazio, quello di Piazza Libertà che guarda verso Corso Vittorio Emanuele, diventato ormai ristretto per contenere una simile affluenza, spinge il Comune a valutare soluzioni alternative per il futuro, mettendo in discussione una consuetudine logistica che dura da quarant’anni.
«Il Ferragosto avellinese e il concertone si fanno nel centro della città da 40 anni. C’è volontà di interrompere questa tradizione? Se ne può discutere, perché le grandi città organizzano eventi lontano dal centro», ha dichiarato Cipriano, ricordando però la necessità di tutelare l’economia locale: «Allontanare l’evento clou dal centro significa non dare alle attività commerciali un’occasione di incontro e di vendita. Se si vuole interrompere questo rito, saranno gli avellinesi a dircelo e noi valuteremo».
Bocciata nettamente l’ipotesi Campo Genova (la cosiddetta “Smile Arena” voluta dall’ex sindaco Gianluca Festa e che ha ospitato, tra gli altri, il concerto di Geolier): «Non ritengo che oggi Avellino abbia spazi alternativi. Campo Genova era e rimane un parcheggio nel nulla e non sono queste le location che possono ospitare eventi.
Bisogna costruire accoglienza, realizzare parcheggi e individuare progetti. Oggi ereditiamo il nulla. Le alternative reali possono essere il nuovo stadio, un palazzetto ristrutturato o arene all’aperto dotate di servizi. Altrimenti si continua a improvvisare e noi non abbiamo intenzione di farlo».



















