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«Tutta nata storia». È stato uno dei leitmotiv della campagna elettorale del sindaco Nello Pizza e della sua coalizione, con l’assessore alla Cultura Luca Cipriano tra i principali interpreti di quella promessa di discontinuità rispetto alla stagione amministrativa di Gianluca Festa e quindi di Laura Nargi.

Una discontinuità che avrebbe dovuto riguardare il modo di amministrare, compresa l’organizzazione degli eventi, il rispetto delle regole, la gestione degli spazi riservati e il rapporto con la città.

Eppure, guardando al concertone di Ferragosto con The Kolors e BigMama, la domanda sorge spontanea: davvero è tutta un’altra storia?
Perché, almeno per alcuni aspetti, il copione sembra sorprendentemente familiare, ripropondendo alcune dinamiche che, negli anni scorsi, erano state al centro di critiche e feroci polemiche proprio da chi oggi ha l’onore e l’onere di amministrare Avellino.

E proprio su questo terreno emergono interrogativi. Dalle modalità di gestione degli spazi riservati alle persone con disabilità, all’organizzazione dell’area e dell’accesso alla manifestazione, passando per il rapporto con la stampa, e per alcune disposizioni che accompagnano gli eventi, il concertone non sembra essersi distinto, almeno sotto il profilo organizzativo, per quella discontinuità che molti si sarebbero aspettati.

Il principio dovrebbe essere semplice: stesse regole, stessi criteri, stessa attenzione. Perché se determinate modalità organizzative venivano contestate quando a Palazzo di Città c’era Festa, non possono diventare improvvisamente accettabili soltanto perché oggi c’è Pizza e il suo campo largo.

Vale in primis per le persone con disabilità. E lo diciamo senza retorica perchè abbiamo assistito a scene non descrivibili a parole e perchè, basta farsi un giro veloce sui social, e i commenti sul tema abbondano da ore.
L’accessibilità e la possibilità di assistere a un grande evento in condizioni dignitose non possono essere considerate una concessione o un dettaglio organizzativo. Sono un diritto che un’amministrazione pubblica dovrebbe garantire sempre, senza distinzione.

Lo stesso vale per la stampa. Se negli anni passati si denunciavano rigidità, limitazioni o modalità discutibili nella gestione degli spazi destinati agli operatori dell’informazione e in generale nel rapporto con tutti i cronisti- nessuno escluso-, oggi il metro di giudizio deve rimanere identico.

Che senso ha garantire l’accesso ai cronisti in un’area laterale al palco e promisca di “amici degli amici” che ostacolavano anche il lavoro perchè infastiditi da telecamere e cellulari che “rovinavano” la già poca visibilità del palco. A parte disabili e accompagnatori, assessori e consiglieri comunali, chi erano le altre centinaia di persone ammassate in quell’area? Giornalisti relegati in angoli impossibili mentre l’area riservata scoppiava di centinaia di “imbucati” con lo smartphone spianato. 

Il punto è capire chi può entrare in una determinata area, secondo quali criteri e per quale ragione. Perché, quando si tratta di uno spazio riservato durante un evento pubblico, soprattutto quando nelle vicinanze ci sono aree destinate alle persone con disabilità e agli operatori dell’informazione, le regole dovrebbero essere chiare.

Non da ultimo, i costi, sui quali ritorneremo con maggiori dettagli a chiusura di tutte le manifestazioni estive (comunicazione compresa) del cartellone “Avellino Estate in Città – Il Ferragosto 2026”. Intanto anticipiamo che la serata del 16 agosto, riaffidata alla società casertana Promomusic Italia Srl dopo il forfait di Fedez, è costata oltre 137mila euro, Iva compresa. La cifra si divide in 97.000 euro, più Iva al 10%, per la prestazione artistica di The Kolors e Big Mama, e 25.000 euro, più Iva al 22%, per i servizi tecnici e logistici. 

Oggi, dunque, più che puntare il dito, sarebbe interessante capire dove sia realmente quella “tutta un’altra storia” promessa in campagna elettorale.
Perché, in politica come nell’organizzazione della cosa pubblica, se le regole sono giuste quando valgono per gli altri, devono esserlo anche quando riguardano i propri.