Il dibattito riaperto dalle richieste di approfondimento della Corte dei conti sul sistema idrico regionale conferma quanto Fratelli d’Italia Avellino sostiene da tempo: la Campania non può continuare a governare una risorsa strategica come l’acqua in un contesto di frammentazioni, sovrapposizioni e responsabilità distribuite tra troppi soggetti. Lo dichiarano Ines Fruncillo, Presidente provinciale di Fratelli d’Italia Avellino, ed Ettore Zecchino, Consigliere regionale irpino di Fratelli d’Italia.
“Le questioni poste all’attenzione della Regione e dei gestori – dagli accordi interregionali alle tariffe, dagli investimenti sulle reti alle grandi infrastrutture, fino ai ristori e alla situazione dell’Ambito irpino – devono diventare l’occasione per discutere finalmente della struttura complessiva del servizio.
Fratelli d’Italia Avellino una proposta l’ha già formulata. Nel Documento Strategico-Programmatico presentato il 21 luglio 2025 abbiamo, infatti, indicato la strada di un Gestore Unico Regionale dell’Acqua, con sede operativa e direzionale in provincia di Avellino, capace di coniugare programmazione, investimenti, innovazione ed efficienza.
Nel frattempo, la Regione a guida Fico ha cambiato rotta. Lo stop al progetto della società mista per la gestione della Grande Adduzione Primaria segna il superamento dell’impostazione precedente, mentre le dichiarazioni dell’assessore regionale Claudia Pecoraro richiamano oggi efficienza, investimenti, tutela della risorsa e salvaguardia degli interessi delle aree interne e dei territori che custodiscono l’acqua. Ne prendiamo atto positivamente, ma archiviare un modello non significa averne già costruito uno nuovo.
Se la Regione riconosce la funzione strategica dell’Irpinia e delle sue sorgenti, questa centralità deve trovare una traduzione concreta nella futura governance del settore. La rappresentanza dei territori non può dipendere dalla presenza occasionale di questo o quel Comune negli organismi decisionali. Deve, invece, essere garantita da regole chiare ed equilibrate, affinché nessuna comunità sia costretta a rivendicare ogni volta il proprio diritto ad essere ascoltata, come – è cronaca di questi giorni – quella di Serino nei confronti di un gestore a trazione napoletana.
Per questo chiediamo: quale sistema idrico vuole costruire la Campania?
La nostra risposta è una regia unitaria, partecipata dalle istituzioni territoriali, con una governance rigorosa e trasparente, capace di ridurre frammentazioni e duplicazioni, rafforzando la capacità progettuale e rendendo finalmente identificabili le responsabilità.
La Campania dispone già di un ATO coincidente con l’intero territorio regionale e di una programmazione affidata all’Ente Idrico Campano, mentre gli affidamenti sono organizzati per Ambiti distrettuali. È quindi necessario individuare il percorso normativo per costruire il Gestore Unico nel rispetto degli affidamenti vigenti e delle specificità territoriali, in linea con apprezzati modelli di altre realtà territoriali italiane.
L’Irpinia deve essere il cuore di questo progetto. Non per campanilismo, ma perché qui si concentrano risorse idriche, infrastrutture e competenze che devono trasformarsi anche in sviluppo e lavoro qualificato per le aree interne. Per questo, confermiamo la proposta di localizzare nella nostra provincia la sede direzionale e operativa del nuovo gestore, forte anche di una realtà storica come Alto Calore, da risanare e rilanciare.
Presenteremo, quindi, a breve, una proposta di legge regionale, che proverà a tradurre, sul piano istituzionale, l’elaborazione avviata circa un anno fa dal partito irpino. È il momento di passare dai principi a una scelta di sistema”.
















