Il grande colpo del mercato biancoverde è pronto a diventare realtà. Walid Cheddira è arrivato questo pomeriggio a Villa Esther per sostenere le visite mediche, passaggio che precede la firma con l’Avellino. Ad accompagnare l’attaccante c’erano il direttore sportivo Mario Aiello e l’amministratore unico Giovanni D’Agostino. Un’operazione chiusa rapidamente con il Napoli e diventata necessaria dopo il grave infortunio subito da Daniel Fila. “Avevamo momentaneamente chiuso il discorso relativo all’attacco – ha spiegato Aiello – ma, appena conosciuti i possibili tempi di recupero di Fila, ci siamo rimessi immediatamente al lavoro, valutando tutte le opportunità presenti sul mercato”.
La scelta è ricaduta su un profilo seguito da tempo dal direttore sportivo: “Cheddira è un mio vecchio pallino. In passato mi era sempre stato risposto che ne avremmo potuto parlare soltanto quando si fossero create determinate condizioni. Adesso quelle condizioni ci sono. Ieri mattina abbiamo incontrato il procuratore, nel pomeriggio il ragazzo è venuto ad Avellino e in serata ci siamo confrontati con il Napoli. Questa mattina abbiamo chiuso l’operazione. Fino alla firma, però, non mi sento ancora di ufficializzare nulla”.
Aiello ha sottolineato anche la forte motivazione mostrata dal centravanti: “Ho trovato un ragazzo perbene, che ha compreso subito in quale realtà potrebbe arrivare. Si è emozionato quando gli ho mostrato alcuni video del ritiro e della festa per la vittoria del campionato. È rimasto estasiato. Cheddira vive di emozioni e credo che Avellino possa sposare pienamente questa sua esigenza, indipendentemente dalla categoria“.
A raccontare il peso economico e strategico dell’affare è stato Giovanni D’Agostino, che ha attribuito la spinta decisiva al presidente Angelo Antonio D’Agostino: “Facciamo prima le visite mediche e poi parliamo delle ufficialità. Questa operazione, però, ha un nome e un cognome: Angelo Antonio D’Agostino. È una cosa che ha voluto fortemente. Probabilmente è l’operazione più onerosa degli ultimi trenta o quarant’anni dell’Avellino. Uno sforzo enorme per la nostra famiglia e per il club“.
Una trattativa condotta lontano dai riflettori e definita in appena tre giorni: “Ci lavoriamo da 72 ore, a fari spenti, e alla fine Cheddira sta arrivando. Il budget, prima di questa operazione, era già terminato ed era superiore a quello della passata stagione. Abbiamo obiettivi più importanti perché vogliamo consolidare la categoria e ci siamo resi conto che tutte le squadre si stanno rinforzando”.
L’infortunio di Fila ha modificato i programmi, spingendo la proprietà a compiere un nuovo sacrificio: “Eravamo preoccupati e ci siamo ritrovati un po’ con le spalle al muro. Si è presentata questa opportunità e abbiamo dovuto fare un grande investimento. Sulla carta ci siamo sistemati, poi naturalmente sarà il campo a dare le risposte”.
Determinante anche il lungo confronto con il Napoli: “Quando scende in campo il presidente non ci sono numeri che tengano. Ha detto che dovevamo prendere un attaccante, il migliore che ci fosse. Il direttore è stato bravo insieme agli agenti. Anche il Napoli ha fatto la sua parte: è stata una nottata lunga con il direttore Manna, ma l’operazione sembra essere andata in porto”.
L’arrivo di Cheddira non dovrebbe rappresentare l’ultimo movimento dell’Avellino. Aiello continua infatti a lavorare su altri profili offensivi: “Abbiamo individuato due o tre calciatori e stiamo cercando di capire se possano crearsi le condizioni per chiudere. Negli ultimi giorni possono presentarsi opportunità legate a giocatori in esubero. Vogliamo trovare un elemento importante, rispettando sempre i nostri parametri. Le idee sono molto interessanti, anche se difficili da raggiungere”.
Resta aperto anche il discorso relativo a Filippo Missori. L’accordo è già stato raggiunto, ma l’Avellino deve attendere il via libera del Sassuolo: “Le carte sono pronte. Il Sassuolo deve prima inserire nel proprio organico un terzino destro che ha già individuato. Appena completerà quell’operazione, Missori potrà raggiungere Avellino”.
Giovanni D’Agostino ha infine chiesto compattezza intorno alla squadra e ad Alessandro Nesta: “Fino alla sosta sarà molto difficile esprimere giudizi. Non vedremo ancora la formazione ideale. Dobbiamo arrivare bene a quel momento, stare vicino all’allenatore e proteggerlo. Società, stampa e tifosi devono restare uniti perché stiamo vivendo una fase di transizione”.
Poi l’appello alla piazza in vista della gara di sabato al Partenio-Lombardi: “Spero di vedere uno stadio pieno. Ho letto che i dati del botteghino non erano quelli attesi e questa è una cosa che fa male, perché una sola partita non può spegnere l’entusiasmo. Dobbiamo essere bravi a tenerci stretta questa categoria e a goderci ogni momento”.
















