“L’oltre la vita comincia già qui sulla terra: se mettiamo amore costruiamo il paradiso. Se mettiamo missili e bombe costruiamo l’inferno”. Lo ha detto monsignor Vincenzo Paglia, presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita, presentando il suo libro “La vita e l’attesa”, insieme al sindaco Clemente Mastella e all’arcivescovo Michele Autuoro, nell’ambito del festival “Benevento Città Spettacolo”.
Paglia nel suo libro descrive “il Regno di Dio e il paradiso non come un luogo di giudizio o una contemplazione eterea, ma come una grande festa e un banchetto gioioso” sottolineando “che, forse, i musulmani lo hanno capito meglio di noi”. Monsignor Paglia ha poi posto l’accento sul valore della terza età: “Nell’era della prima generazione di massa di anziani, manca perfino una cultura farmaceutica e medica adatta: ogni anno milioni di ricoveri impropri, cioè inutili, soprattutto di anziani. Serve un nuovo pensiero, perché l’anzianità è cruciale”.
“Monsignor Paglia con il suo libro – ha aggiunto l’arcivescovo di Benevento Autuoro – ci consegna un testo che scuote le coscienze e squarcia il velo di ipocrisia con cui la società contemporanea cerca di nascondere il tempo della vecchiaia e il mistero della morte. In questo libro non troviamo una sterile consolazione, ma un vero e proprio manifesto per un nuovo umanesimo. Paglia ci ricorda una verità che abbiamo dimenticato: che la vecchiaia non è il naufragio della vita, ma il suo compimento. È il tempo in cui il corpo, pur indebolendosi, lascia spazio a una sapienza dello spirito fatta di mitezza, di accoglienza e di misericordia. In un mondo che corre, l’anziano custodisce il ritmo dell’attesa”.
“E le tesi di monsignor Paglia non interpellano solo la Chiesa, ma sfidano direttamente la polis, la comunità civile: una città che non sa includere i suoi anziani, che li isola o li considera un peso economico, è una città che smarrisce la propria anima e il proprio futuro”, ha concluso Autuoro.
















