– Ancora una mattinata di tensione all’interno della Casa Circondariale di Avellino, dove durante una perquisizione ordinaria presso il reparto comuni si sarebbe verificata una protesta da parte di alcuni detenuti, che avrebbero cercato di impedire l’accesso degli agenti di Polizia Penitenziaria alle camere detentive. Secondo quanto appreso, durante le operazioni sarebbe stata riversata copiosa acqua sul pavimento e dalle camere sarebbero stati lanciati diversi oggetti, creando condizioni particolarmente difficili per il personale chiamato a effettuare la perquisizione. La situazione ha richiesto il tempestivo intervento della Sorveglianza Generale, del Vice Comandante dell’istituto e del personale di Polizia Penitenziaria.
Nonostante il clima di tensione e le difficoltà operative, gli agenti sono riusciti a procedere con l’attività di controllo, portandola a termine con professionalità e determinazione. Il risultato dell’operazione è stato il rinvenimento e sequestro di tre smartphone. Un episodio che, secondo la UILFP Polizia Penitenziaria, riporta ancora una volta al centro dell’attenzione il problema della presenza di telefoni cellulari all’interno degli istituti penitenziari.
A intervenire è il delegato UILFP Polizia Penitenziaria Dragone Raffaele: «Quello degli smartphone all’interno degli istituti penitenziari è ormai diventato un problema enorme. Il ritrovamento di altri tre dispositivi dimostra che il fenomeno non può essere considerato occasionale. È necessario rafforzare i controlli e mettere il personale nelle condizioni di operare con strumenti e risorse adeguate. Non possiamo pensare di contrastare un fenomeno di questa portata affidandoci esclusivamente al sacrificio quotidiano degli agenti».
La UILFP Polizia Penitenziaria esprime inoltre il proprio plauso al personale intervenuto, sottolineando la professionalità dimostrata anche in una situazione caratterizzata da evidenti difficoltà operative. «Agli uomini e alle donne della Polizia Penitenziaria va il nostro massimo apprezzamento – dichiara Troise Raffaele, responsabile UILFP Polizia Penitenziaria di Avellino –. Nonostante una situazione tutt’altro che semplice, gli operatori sono riusciti a portare a termine la perquisizione e a individuare tre smartphone. Ancora una volta è stata dimostrata grande professionalità, senso del dovere e capacità di gestione delle situazioni più delicate».
Ma per il responsabile sindacale l’episodio non può essere analizzato come un fatto isolato. «La situazione della Casa Circondariale di Avellino è sempre più preoccupante. La popolazione detenuta continua a crescere, ben oltre la capienza regolamentare, mentre gli organici della Polizia Penitenziaria risultano insufficienti rispetto alle reali esigenze dell’istituto. Questo significa maggiore carico di lavoro, maggiore esposizione alle situazioni di tensione e difficoltà sempre più evidenti nella gestione quotidiana della sicurezza».
Il sovraffollamento, secondo la UILFP Polizia Penitenziaria, rischia infatti di aggravare ulteriormente le condizioni operative del personale. «Non è possibile continuare a chiedere agli agenti di garantire livelli elevati di sicurezza in un contesto caratterizzato da sovraffollamento, carenza di personale e aumento delle criticità. La professionalità degli operatori non può diventare il paravento dietro il quale nascondere problemi strutturali che necessitano di risposte immediate».
Particolare preoccupazione viene espressa proprio in relazione alla crescente diffusione degli smartphone. «Un telefono cellulare all’interno di un istituto penitenziario – evidenzia Troise – non è semplicemente un oggetto vietato. Può diventare uno strumento attraverso il quale mantenere contatti non autorizzati con l’esterno e creare ulteriori problemi sotto il profilo della sicurezza. Per questo il fenomeno deve essere affrontato con la massima serietà».
Le richieste di UILFP Polizia Penitenziaria all’Amministrazione
La UILFP Polizia Penitenziaria di Avellino chiede quindi all’Amministrazione un intervento concreto, sia attraverso il rafforzamento degli organici sia mediante strumenti e tecnologie maggiormente efficaci per contrastare l’introduzione e l’utilizzo illecito dei dispositivi telefonici. «Il carcere di Avellino non può essere lasciato solo – conclude Troise –. Servono uomini, mezzi e condizioni di lavoro adeguate. Quello avvenuto oggi rappresenta l’ennesimo campanello d’allarme. Gli agenti continuano a fare il proprio dovere, ma non è più possibile pensare che siano esclusivamente il loro senso di responsabilità e il loro spirito di sacrificio a compensare le carenze del sistema».
La UILFP Polizia Penitenziaria ribadisce infine la necessità di un confronto serio e immediato sulle condizioni dell’istituto, affinché sicurezza, organizzazione del lavoro e tutela del personale tornino a essere una priorità concreta dell’Amministrazione.
Troise Raffaele Responsabile Segreteria UIL FP P.P. Avellino.



















