Una vittoria a Genova e una sconfitta in casa contro il Como. Due giornate sono troppo poche per emettere sentenze sul Napoli di Massimiliano Allegri, ma sufficienti per cominciare a individuare alcuni problemi. E il ko del Maradona ha fatto emergere dubbi che vanno ben oltre il risultato.
Perché questo Napoli sembra ancora una squadra incompleta. Il mercato è rimasto sostanzialmente fermo, concentrato soprattutto sulle cessioni e sulla necessità di sistemare una rosa numericamente complicata. Alcuni calciatori sono stati piazzati, altri sono ancora in organico e resta anche il nodo delle liste, con elementi che rischiano di non poter trovare spazio.
In questo scenario Allegri deve costruire il suo Napoli. E dopo 180 minuti la sensazione è che anche il tecnico non abbia ancora individuato una formazione tipo e gerarchie realmente definite.
Mercato Napoli: in difesa serviva un centrale pronto subito
Il primo problema evidente riguarda il centro della difesa. In questo momento accanto a Rrahmani sta giocando Rafa Marin, che nelle prime uscite non ha trasmesso le garanzie necessarie per una squadra che vuole competere ad alto livello.
Il Napoli è intervenuto prendendo Badiashile dal Chelsea, ma resta una domanda: non sarebbe stato necessario consegnare immediatamente ad Allegri un difensore pronto? Il confronto offerto proprio dalla partita contro il Como è inevitabile. La squadra di Fabregas si è presentata al Maradona con Trevoh Chalobah, anche lui proveniente dal Chelsea, già in condizione e capace di offrire una prestazione convincente. E poi c’è Mario Gila, finito al Milan dopo essere stato uno dei primi obiettivi individuati dal Napoli per la difesa. I nomi possono cambiare, il concetto resta: in quel reparto serviva una certezza immediata.
Mercato Napoli: Gutierrez ceduto, ma a sinistra restano i dubbi
Un altro interrogativo riguarda la fascia sinistra. Una società che vuole migliorare la propria rosa deve valutare non soltanto quanto incassa da una cessione, ma soprattutto cosa resta dopo quella partenza. La scelta di vendere Gutierrez, indipendentemente dalle esigenze economiche e dalla plusvalenza realizzata, lascia perplessità se poi le alternative sono Spinazzola e Olivera, entrambi apparsi nelle prime due giornate lontani dalla migliore condizione. Il campo dirà se la scelta è stata corretta. Oggi, però, il Napoli non sembra essersi rafforzato in quella zona.
Anguissa fatica, ma De Bruyne resta fuori
Poi c’è il tema Anguissa. Da troppo tempo il Napoli aspetta di rivedere il centrocampista dominante delle sue stagioni migliori. Durante il mercato il suo futuro è stato a lungo in discussione, anche per la situazione contrattuale. Alla fine è rimasto, ma sul terreno di gioco continua a non offrire quella continuità e quell’intensità che avevano fatto di lui uno dei punti di forza della squadra. Contro il Como è arrivato anche l’errore nell’azione che ha portato al gol di Douvikas. Ed è inevitabile, allora, arrivare alla questione Kevin De Bruyne. Se il belga è in condizione, diventa difficile comprendere la scelta di lasciarlo inizialmente in panchina mentre in campo c’è un Anguissa così lontano dal suo rendimento migliore. Allegri deve trovare un equilibrio, certo. Ma De Bruyne non può diventare semplicemente il calciatore da inserire quando il Napoli deve recuperare una partita. Un giocatore con la sua qualità deve essere una soluzione dalla quale partire, non soltanto un’arma d’emergenza.
Lang titolare, Alisson Santos fuori: ma dagli esterni servono gol
Contro il Como Allegri ha scelto dal primo minuto anche Lang, preferendolo ad Alisson Santos. Una scelta che non ha prodotto gli effetti sperati. Lang, rimasto finora ai margini e considerato tra i calciatori in esubero, ha avuto una possibilità importante ma non è riuscito a incidere sulla partita. E qui emerge un problema più generale, forse ancora più importante del singolo interprete: questo Napoli ha bisogno di gol dagli esterni. Nel calcio moderno gli attaccanti che partono dalle corsie non possono limitarsi a creare superiorità, accompagnare l’azione o mettere palloni in area. Devono segnare.
Il Napoli, invece, continua ad avere esterni che fanno fatica a trovare la porta con continuità. Politano resta un calciatore prezioso per equilibrio e lavoro tattico, ma non garantisce un numero elevato di reti. Lang deve ancora dimostrare di poter incidere. Alisson Santos è una soluzione da sviluppare. Neres è appena rientrato dopo un lungo stop. Il risultato è che troppo del peso realizzativo rischia di finire sulle spalle del centravanti e dei centrocampisti. Per una squadra che vuole tornare ai vertici, serve invece avere più giocatori nelle gambe con dieci, dodici, quindici gol potenziali. E almeno uno di questi dovrebbe partire dall’esterno.
Politano in campo 96 minuti, Vergara ne gioca zero
Anche la gestione della partita contro il Como lascia qualche interrogativo. Politano è rimasto in campo fino alla fine, nonostante non fosse riuscito a incidere come il Napoli avrebbe avuto bisogno. Allegri ha cambiato molto, ma non lui. E soprattutto non ha utilizzato Vergara. Il calciatore che a Genova aveva contribuito in maniera determinante alla vittoria con un gol e un assist è passato da protagonista della prima giornata a zero minuti contro il Como. Una scelta difficile da comprendere, soprattutto considerando che nel finale Allegri ha preferito inserire Neres, reduce da un lungo periodo di inattività e inevitabilmente ancora alla ricerca della condizione migliore. Vergara avrebbe meritato almeno uno spezzone. Non perché una buona partita debba automaticamente garantire il posto nella successiva, ma perché chi dimostra di poter incidere dovrebbe essere sfruttato soprattutto quando la squadra ha bisogno di cambiare ritmo.
Allegri non ha ancora trovato il suo Napoli
Alla fine tutti questi problemi finiscono per convergere nello stesso punto. Qual è oggi il Napoli titolare? Dopo due giornate è difficile rispondere. Ci sono giocatori fuori condizione, altri appena arrivati, elementi considerati in uscita che improvvisamente diventano titolari, nuovi equilibri ancora da costruire e gerarchie che possono cambiare completamente da una partita all’altra. Naturalmente siamo soltanto alla seconda giornata. Allegri ha bisogno di tempo e sarebbe assurdo trasformare una sconfitta in una crisi. Ma il Napoli deve fare attenzione a non confondere il bisogno di tempo con la necessità di intervenire sui problemi. Serve un difensore che dia garanzie. Serve maggiore qualità sulle fasce. Servono soprattutto gol dagli esterni. Bisogna recuperare Anguissa o avere il coraggio di cambiare le gerarchie. E bisogna trovare immediatamente il modo di mettere De Bruyne al centro di questa squadra.
La vittoria di Genova aveva nascosto alcune difficoltà. Il Como le ha riportate tutte davanti agli occhi. Nessun allarme dopo appena 180 minuti. Ma il Napoli appare ancora incompleto sul mercato e confuso nelle gerarchie. E se l’obiettivo è migliorare davvero rispetto al passato, questi sono segnali che non possono essere ignorati.



















