Un mesto corteo di cittadini di Airola tutti listati a lutto si e’ dipanato per le strade della cittadina caudina. I manifestanti hanno voluto in questo modo esprimere il proprio dolore, la propria indignazione per quello che è successo il 31 agosto scorso quando un rogo di immense proporzioni si è sviluppato in un sito di stoccaggio di rifiuti arrecando un gravissimo attentato alla stessa immagine di Airola e alla salute pubblica.
Il corteo composto per lo più da associazioni giovanili ma con la partecipazione anche di comuni cittadini, è partito da piazza Mercato ad Airola per poi fermarsi davanti al municipio.
“E’ stata uccisa la speranza. Ci negate il futuro”. Queste sono solo alcune delle espressioni di protesta nei confronti delle istituzioni e a chi avrebbe la responsabilità dell’incendio del sito di stoccaggio sia nel suo controllo anche dopo il decreto della magistratura che ne aveva disposto il sequestro per presunte irregolarità e violazione nelle norme ambientali.
I manifestanti hanno voluto rimarcare il fatto che non c’e alcuna motivazione nell’abbandono totale dell’impianto senza alcun controllo per mesi e mesi di fatto lasciato nell’incuria. Come è stato possibile che nessuno si sia preoccupato di prevenire le cause della possibile esplosione del rogo. I manifestanti hanno individuato nel sindaco Vincenzo Falzarano il responsabile del mancato controllo e del susseguente disastro e ne hanno chiesto le dimissioni dalla carica.
Una raccolta di firme è partita durante la manifestazione per ottenere il passo indietro da parte di Vincenzo Falzarano. Davanti alla sede del Comune si e’ svolto anche un confronto tra i cittadini manifestanti ed in particolare rilievo e’ stato l’intervento dell’oncologo del Pascale Antonio Marfella , che ha illustrato le possibili conseguenze e ricadute sulla salute pubblica della nube che ha gravato per ore sulla citta’ di Airola dopo l’incendio.
Martina Caccavale attivista della valle caudina ha sottolineato: “Vogliamo risposte da parte della politica e soprattutto soluzioni. Abbiamo paura del nostro futuro. Abbiamo paura di cosa ci aspetta. Non sappiamo quali sono le ripercussioni di quello che sta accadendo”.
L’attivista ha ricordato che questo e’ il terzo rogo ad Airola, il primo nel 2007, il secondo nel 2021 e quest’ultimo del 31 agosto: “E’ inaccettabile tutto cio’. E’ impensabile vivere in queste condizioni. Com’è possibile che in passato non e’ stato mosso un dito per sistemare tutto questo. Chiediamo la bonifica del territorio”.
E’ intervenuto Domenico Forgione vice presidente del Comitato Salute ambiente ha chiesto che il sindaco Falzarano si assumi la responsabilità: “Questa condizione di disastro ambientale non e’ un caso e non e’ fatalità. Questi rifiuti erano presenti sul territorio dal 2022 e il sindaco non ha fatto nessun provvedimento o ordinanza non ha fatto sopralluoghi. Il comune di Airola non ha fatto nulla“. Presente anche la comunità di Arpaia o Acerra a manifestare insieme ai cittadini di Airola.
Enzo Guida attivista di Arpaia: “La valle Caudina e’ stata abbandonata. Un disastro pronto ad esplodere. Un deposito sotto sequestro e’ stato abbandonato. Nessuno lo sorvegliava nessuna misura di prevenzione messa in atto. Ma questo può; essere un nuovo inizio per la valle caudina. Le coscienze devono essere risvegliate”. Antonio Marfella oncologo del Pascale ha attaccato: “Stiamo vivendo questa condizione da circa 20 anni. Abbiamo discariche e siti non a norma”. L’oncologo in maniera provocatoria ha spiegato come nel Sannio abbia registrato un’incidenza per quanto riguarda il cancro della prostata. “Quest’ aumento mica ha a che fare con l’aumento delle diossine”. Infine Marfella ha spiegato come mancano impianti do compostaggio: “A me preoccupa la possibile presenza dell’amianto. Chi ce lo dice che non poteva essere re presente anche qui. . Controllate i territori con i droni. I comitati ambientalisti dovrebbero avere l’utilizzo dei droni”


















