Tempo di lettura: 4 minuti
Sono dodici le piccole e medie imprese della filiera aerospaziale al centro della missione di Intesa Sanpaolo in Silicon Valley. Si tratta di aziende che provengono dai territori più diversi ma cruciali e rappresentativi del fare impresa italiano le piccole e medie aziende della filiera aerospaziale individuate insieme a Innovit fra le oltre 200mila piccole e medie imprese clienti della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo.
Le Pmi sbarcate in California sono: Ali (Napoli), Apr (Torino), Bercella (Parma), Bisiach&Carrù (Torino), Bright Solutions (Pavia), Cospal Composites (Bergamo), Curti (Ravenna), Dino Paoli (Reggio Emilia), Leas (Padova), Netgroup (Napoli), Novation Tech (Treviso), Sab Aerospace (Benevento).
La Space Economy è oggi uno degli ecosistemi produttivi a più alto potenziale di crescita a livello globale. Secondo le stime della Space Foundation le attività della Space Economy dovrebbero raggiungere circa 800 miliardi di dollari entro il 2027 e 1.000 miliardi di dollari entro il 2032. L’Italia è tra i principali Paesi europei nel settore aerospaziale con un’industria, che conta oltre 50.000 addetti, attiva nei settori della fabbricazione di veicoli aerospaziali, nelle riparazioni e nelle telecomunicazioni satellitari. L’Italia spicca anche per una specializzazione nella Space Economy, con una filiera articolata che va dal software all’elettronica, dall’ingegneria alle telecomunicazioni, dalla meccanica alla fabbricazione di veicoli spaziali. Le Pmi del settore sono spesso specializzate in nicchie produttive ad alto contenuto tecnologico. A queste si affiancano grandi player integrati con un’offerta altamente diversificata.

Intesa porta le imprese dell’aerospazio nella Silicon Valley per crescere

Intesa Sanpaolo rafforza la crescita internazionale del sistema produttivo italiano con una nuova missione negli Stati Uniti dedicata a dodici piccole e medie imprese ad alto potenziale di innovazione e di sviluppo all’estero. Si tratta di aziende provenienti da diversi territori nei distretti cruciali in particolare per la filiera aerospaziale, individuate dalla banca in collaborazione con Innovit (Italian Innovation and Culture Hub) per il percorso di crescita in Silicon Valley. La missione a San Francisco è inserita nella strategia globale del gruppo Intesa Sanpaolo a supporto del posizionamento dell’industria italiana all’estero e, in particolare, nelle attività della divisione Banca dei Territori guidata da Stefano Barrese, orientate a finanziare le nuove iniziative e sedi all’estero delle Pmi italiane, a favorire il loro incontro con investitori stranieri e a sostenere lo sviluppo internazionale per settori strategici per la crescita dell’economia italiana nel mondo. Nell’ambito della strategia legata all’internazionalizzazione, la divisione Banca dei Territori ha presentato la nuova piattaforma digitale Connecting Markets, basata su intelligenza artificiale e realizzata dal gruppo per supportare le Pmi italiane nel rapporto con partner esteri. La piattaforma si basa su un patrimonio informativo strutturato ed esteso che consente ai clienti di Intesa Sanpaolo di consultare i dati di oltre 560 milioni di aziende espressione di oltre 2.000 settori merceologici in oltre 170 paesi del mondo. Attraverso tale strumento, sviluppato in collaborazione con Matchplat, le aziende potranno ricercare nuovi partner industriali e commerciali, così come aziende target per acquisizioni o collaborazioni, oltre a una maggiore diversificazione dei mercati di ingresso e sviluppo per il proprio business. 
 
Le dodici aziende che hanno raggiunto San Francisco sono state scelte dalla Banca dei Territori per il potenziale innovativo dei loro progetti. La nuova piattaforma Connecting Markets consentirà infatti l’accesso ad un patrimonio informativo globale e all’ecosistema di servizi di Intesa Sanpaolo e dei suoi partner nel mondo per rafforzare l’apertura a nuovi mercati delle Pmi italiane, alle quali il gruppo bancario dal 2020 ha già erogato 12 miliardi di euro in termini di finanziamenti dedicati a progetti di internazionalizzazione e supporto all’export. La nuova missione statunitense si conferma quindi passo ulteriore nella realizzazione della strategia annunciata dal ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, nella presentazione del piano di impresa 2026-2029 ed è frutto della sinergia tra le divisioni della banca e della rete del gruppo a livello globale con istituzioni e community imprenditoriali. Il progetto di Intesa Sanpaolo si compie anche grazie a partner come Innovit, iniziativa istituzionale del ministero degli Affari Esteri e della cooperazione internazionale per il tramite di Agenzia Ice (in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Washington e il Consolato Generale d’Italia a San Francisco), che da ottobre 2022 è gestito dalla Fondazione Giacomo Brodolini e Harmonic Innovation Xcelerator, (incubatore e acceleratore di Harmonic Innovation Group). La missione statunitense è la terza nell’arco di un triennio, sviluppata grazie alla consolidata partnership con Innovit.