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 “E’ necessaria una riflessione profonda sull’organizzazione dell’assistenza sanitaria all’interno degli ICAM (Istituto a custodia attenuata per detenute madri)”. Lo afferma il garante regionale per le persone private della libertà personale, Samuele Ciambirello, commentando la vicenda della detenuta in gravidanza, ospitata presso l’ICAM di Lauro, che a causa di complicazioni era prima stata ricoverata all’ospedale Moscati di Avellino e successivamente trasferita alla casa circondariale di Bellizzi, a seguito della perdita del bambino.

“Di fronte a una gravidanza a rischio, caratterizzata da ripetute perdite ematiche e dalla prescrizione di riposo, – afferma Ciambriello- è opportuno chiedersi se fosse possibile prevedere una valutazione ginecologica direttamente presso la struttura, ove clinicamente possibile, evitando ripetuti trasferimenti ospedalieri e il conseguente stress psicofisico per la detenuta. Non si tratta di attribuire responsabilità, ma di comprendere se il percorso assistenziale adottato fosse quello più adeguato alle condizioni della persona”.
Secondo i dati riportati, nell’ICAM di Lauro ci sono 15 donne, tra cui una in stato di gravidanza, e 15 i figli presenti. Il garante evidenzia altresì la necessità di “fornire aiuto psicologico e sostegno all’elaborazione del lutto nei casi che lo richiedono”.