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“Via Telesina non si tocca”. A Cerreto Sannita monta la protesta contro la decisione della Giunta comunale che, recependo il parere approvato dalla Commissione Toponomastica, ha scelto di frazionare una delle arterie più antiche e simboliche del paese per intitolarne la parte alta al professor Antonio Guarino.

Una scelta che ha acceso immediatamente il dibattito e mobilitato centinaia di cittadini sui social. Al centro della contestazione non c’è il valore della figura alla quale si vuole dedicare la nuova strada, quanto la volontà di preservare un nome considerato parte integrante dell’identità e della storia urbanistica di Cerreto Sannita.

Via Telesina rappresenta infatti l’antico collegamento medievale tra Cerreto e Telese. Un tracciato sopravvissuto anche al terremoto del 1688 e attorno al quale sarebbe stata organizzata la ricostruzione della nuova città.

A dare il via alla mobilitazione sui social è stato il professor Franco Gismondi, docente e fisico, con un intervento pubblicato nel gruppo Facebook “La Parlata Cerretese”: “La toponomastica ricorda e racconta la storia di una comunità. Via Telesina è l’antica strada medioevale che da Cerreto portava a Telese ed attorno ad essa è stata ricostruita la nostra nuova città. Oggi vogliono cambiarle il nome. I cerretesi che hanno a cuore la nostra storia diano un segnale”.

Sulla stessa linea l’architetto e storico cerretese Nicola Ciaburri, che definisce l’antico tracciato “l’asse generativo del paese” e sottolinea come possano esserci altre strade attraverso le quali risolvere la questione senza intervenire sugli antichi nomi.

Tra gli interventi più netti anche quello di Adam Biondi, ricercatore di storia locale ed ex presidente della Società Operaia di Mutuo Soccorso. Secondo Biondi, “spezzare quel nome non è un semplice atto amministrativo: significa recidere il cordone ombelicale che ci lega a chi ha ricostruito Cerreto dal nulla”.

Le perplessità sulla decisione sono state espresse anche da due componenti della stessa Commissione Toponomastica, Antonello Santagata e Giuseppe De Nicola. Secondo quanto riportato nel documento, entrambi avrebbero evidenziato come la spaccatura all’interno dell’organismo consultivo avrebbe potuto essere evitata attraverso una delle soluzioni di mediazione proposte prima del voto.

Ma adesso la protesta potrebbe uscire dai social e arrivare sulle carte bollate. Nel giro di poche ore circa sessanta cittadini avrebbero già manifestato la disponibilità ad autotassarsi per sostenere i costi di un Ricorso Straordinario al Presidente della Repubblica, quantificati in circa 650 euro, con l’obiettivo di contestare la legittimità della delibera.

Una strada che i promotori della mobilitazione vorrebbero però evitare. Lo scorso primo settembre è stata infatti protocollata in Comune un’istanza di riesame e l’appello rivolto alla Giunta è quello di intervenire in autotutela prima che lo scontro si sposti definitivamente sul terreno legale.

La richiesta che arriva da una parte della comunità cerretese è quindi quella di trovare una soluzione alternativa per l’intitolazione al professor Guarino, salvaguardando integralmente Via Telesina.

“Tutelare Via Telesina significa custodire l’anima di Cerreto – conclude Biondi –. Facciamo in modo che siano la sensibilità e l’amore per il nostro paese a prevalere, prima che l’unica strada rimasta diventi quella delle carte bollate”.