Quella che poteva essere una grossa difficoltà, alla fine, si è tramutata in un’occasione per mister Floro Flores che nel 3-1 rifilato al Verona ha quasi rivoluzionato il Benevento rispetto al ko di Ascoli. Complice la squalifica di Prisco, il tecnico ha dato un nuovo assetto al centrocampo con i muscoli di Kouan e Siatounis per presidiare la mediana dando, allo stesso tempo, maggiore protezione alla difesa con Maita non più lasciato in balia degli avversari soprattutto nelle ripartenze.
Scelte
Più che positiva anche la scelta di piazzare Sernicola a sinistra al posto di Beruatto apparso nelle prime tre precedenti uscite troppo morbido per una squadra che deve lottare con il coltello tra i denti per salvarsi. La differenza in quella zona di campo è stata netta rispetto al passato con Sernicola che ha “ringhiato” sugli avversari usando, quando necessario, anche le maniere forti.
Oltre al gol, molto positiva la prova sul versante opposto della difesa di Pierozzi che ha assicurato corsa, grinta e qualità. In mezzo al campo, come detto, Kouan e Siatounis non hanno mollato di un centimetro: è chiaro che la tecnica non può essere quella sopraffina di Prisco, ma a questa squadra serviva come il pane qualcuno lì in mezzo capace di fare legna e rincorrere gli avversari attivando la modalità Hetemaj, calciatore che non si fermava nemmeno dopo il triplice fischio.
Accanto al solito monumentale Scognamillo, importante anche la prestazione di Saio: rispetto al difensore visto soprattutto contro il Sud Tirol quando si fece “spostare” da Merkaj in occasione dello 0-1, questa volta l’ex Cavese si è fatto rispettare con le buone o con le cattive, sintomo di una maggiore consapevolezza delle sue capacità anche in serie B.
Golasso
In attacco, standing ovation per Okereke: non si giocano certo a casa così tante gare in serie A. Non appena la condizione fisica è stata sufficiente, l’ex Venezia ha fatto subito vedere le sue qualità enormi con continue accelerazioni sulla sinistra che hanno fatto sbandare la difesa del Verona. Da brividi il gol nella ripresa con un bolide da quasi trenta metri che si è infilato sotto l’incrocio dei pali.
Ottima la prova anche di Lamesta: non solo il gol per il furetto della Strega che ha assicurato anche copertura rincorrendo gli scaligeri all’occorrenza fino all’area di rigore della Strega. Pur senza segnare, decisiva la prova di Salvemini che ha fatto a sportellate con il gigante Edmundsson permettendo in tante occasioni al Benevento di conquistare campo.
Salvezza
In generale, quella vista contro il Verona è stata una squadra in linea con un collettivo che ha nella salvezza il suo obiettivo, concetto ribadito in sala stampa anche dal tecnico. Senza dubbio il suo credo calcistico è quello di provare sempre a giocare a calcio, ma rispetto al recente passato il Benevento ha saputo anche capire quando era necessario spedire il pallone in tribuna o affidarsi ad un pizzico di furbizia nei momenti decisivi della gara.
Davanti c’era una corazzata come quella di veneta composta in larga parte da calciatori che lo scorso anno erano in serie A. Maita e soci non si sono scomposti quando il Verona ha alzato il ritmo limitando i danni nelle fasi in cui la pressione scaligera è stata massima.
Per la prima volta in questa stagione si è visto un Benevento meno bello ma efficace e con poca voglia di specchiarsi. È chiaro che il 3-1 è stato anche frutto di episodi, ma la Strega è stata brava a creare tutti i presupposti per aggiudicarsi i 3 punti meritandoli, concetto espresso con grande onestà intellettuale in sala stampa anche dall’ex Marco Baroni.


















