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Occupazione suolo, anche nel 2025 il Comune di Napoli riscuote meno di un terzo del Canone Unico per attività commerciali di somministrazione, e meno della metà dalle utenze non commerciali. I dati sono comunicati dall’ufficio Cup/Cosap al consigliere comunale Gennaro Esposito, in risposta ad una richiesta di accesso agli atti del luglio scorso. E per il 2026 non va certo meglio, anche se il versamento prevede una rateizzazione, con tre scadenze. Lo stabilisce una delibera di giunta comunale del 30 aprile scorso. Dopo quella del 31 agosto, restano le rate del 30 ottobre e 30 dicembre.

Per il 2025, a fronte di un importo dovuto di 5,6 milioni, dal settore bar/ristorazione ne risultano incassati 1,7 milioni (31,60%). C’è poi la categoria “Altre tipologie di occupazione”, nella quale rientrano le occupazioni di carattere permanente di attività commerciali diverse dalla somministrazione, e quelle di utenze non commerciali. In questo caso, l’importo dovuto sarebbe di 6,9 milioni. L’introito si ferma però a 3,2 milioni (46,96%). Per il 2026, le attività di somministrazione dovrebbero versare al 31 dicembre 5,4 milioni. Ad oggi, risultano riscossi 503.325 euro (9,17%). Per altre tipologie di occupazione, quest’anno l’importo totale è stimato in 6,5 milioni. Al momento, le entrate ammontano ad 1,4 milioni ( 22,72%).

Innanzi a percentuali di evasione astronomiche del canone di occupazione di suolo pubblico ed a pochi mesi dalla scadenza del mandato elettorale della giunta Manfredi – commenta Esposito -, non posso fare altro che manifestare la mia indignazione. Si può dire che le ho provate tutte per incrementare le entrate di questa tassa proponendo anche un regolamento per la sospensione e la revoca delle occupazioni di suolo pubblico commerciali agli evasori, ma non sono stato ascoltato”.