“A zia lo vuoi il diario di Spidermen per la prima elementare”. “No, il diario non è più richiesto”, ribatte la mamma del piccolino che pochi giorni fa ha varcato la porta della prima elementare.
“E mandami una foto con il grembiule”. “Ma zia sei antica, non si va più a scuola con il grembiule, ma almeno nella mia scuola, con una tuta blu”.
E mattine e pennarelli almeno servono ancora?” “Sì certo. Però su ciascuno devi scrivere il mio nome, altrimenti le maestre dicono che si perdono o si confondono con quelli degli altri compagni”.
Il tempo che scorre e che cambia, lascia quasi increduli le vecchie generazioni rispetto ai profondi cambiamenti che sta vivendo la scuola. Certo proprio pochi giorni fa il Ministro all’Istruzione Giuseppe Valditara ha annunciato una nuova circolare, definita ancora più stringente rispetto alle precedenti disposizioni datate 2024, proprio per prevedere il ritorno del diario in classe e superare una serie di criticità che pure ha generato l’utilizzo del registro elettronico.
L’obiettivo è evitare che studenti e famiglie debbano controllare il registro elettronico fino a tarda sera per scoprire nuovi compiti da svolgere già il mattino successivo. “Non si possono assegnare i compiti alle 8 di sera per la mattina dopo. Devono essere scritti sul diario, sul diario cartaceo”, ha spiegato Valditara nei giorni scorsi.
La motivazione è soprattutto educativa, e per fortuna: secondo il Ministero, annotare autonomamente compiti e impegni permette ai ragazzi di sviluppare maggiore responsabilità e autonomia nella gestione dello studio, senza dipendere continuamente dal registro elettronico o dall’intervento dei genitori. Il registro elettronico, dunque, non scompare. Le informazioni continueranno a essere disponibili online, ma il diario personale torna ad avere un ruolo centrale nell’organizzazione quotidiana dello studente.
Una delle trasformazioni più evidenti e profonde è stata l’incorporazione della tecnologia nell’ambiente scolastico. L’avvento dei computer, dei dispositivi mobili e delle lavagne multimediali o smart monitor connessi a internet ha rivoluzionato, se non il modo in cui gli studenti apprendono, quanto meno gli ambienti classe.
Ma se ci fermiamo un attimo a riflettere, fa quasi impressione guardare indietro e rendersi conto di quanto il mondo dei banchi di scuola sia stato letteralmente stravolto.
Sembra un’era geologica fa quando il custode passava a pulire i cancellini e la lavagna dai colori di gessetti, e si asciugava lentamente prima della lezione. Oggi si entra in aula e ci si trova davanti a smart monitor interattivi ad alta definizione, dove le mappe prendono vita con un touch e i video sostituiscono le vecchie enciclopedie di classe.
Chi l’avrebbe mai detto che un giorno l’iconico grembiulino— che rendeva tutti identici appena varcata la soglia — sarebbe finito in soffitta? Oggi vince la tuta da ginnastica, comoda, sportiva, azzerando persino quel tocco di ritualità nell’indossare la divisa da scolaro .
Il contrasto è davvero spiazzante: da una parte una scuola quasi “analogica”, fatta di profumo di carta, dita macchiate d’inchiostro e riti immutabili; dall’altra un laboratorio iper-tecnologico, informale e ultra-connesso.Di fronte a una metamorfosi così profonda, la domanda sorge spontanea e divide generazioni di genitori, nonni e insegnanti.
E a te, piace più la Scuola di ieri Quella del diario vissuto, del grembiule, della lezione frontale e della lentezza che aiutava a crescere con calma, oppure la Scuola di oggi, digitale, inclusiva, proiettata nel futuro, dove l’apprendimento passa per la tecnologia e la comodità.
Faccelo sapere nei commenti: sei nostalgico del gesso o entusiasta dei touch screen?


















