Il canile di Atripalda, nella struttura comunale di contrada Valleverde – un’area di circa 1.500 metri quadri destinata ad accogliere oltre 100 cani – torna finalmente operativa. Martedì 22 settembre segna una data importante per la comunità di Atripalda e per la tutela del benessere animale: dopo un periodo di chiusura e complessi lavori di restyling, gli ospiti a quattro zampe possono fare ritorno nella loro casa, ora completamente adeguata ai moderni standard strutturali e di sicurezza.
E’ il primo cittadino Paolo Spagnuolo ad annunciare con soddisfazione per la conclusione dell’iter di riqualificazione, ricordando il percorso e l’impegno profuso dall’amministrazione: “Canile ristrutturato e riattivato: martedì 22 settembre tornano i nostri amici a quattro zampe. È un risultato a cui tenevamo molto e a cui abbiamo dedicato impegno e attenzione. Sapere che questa struttura torna pienamente operativa, garantendo standard adeguati e il benessere dei cani della nostra comunità, è motivo di sincera soddisfazione. Nei prossimi giorni condividerò tutti i dettagli tecnici e il percorso che ha portato a questa bella notizia.”
La vicenda del canile di contrada Valleverde ha alle spalle una storia complessa. Per anni la struttura è stata portata avanti grazie al lavoro quotidiano dei volontari dell’AIPA (Associazione Italiana Protezione Animale), sezione di Atripalda, sotto la direzione del Servizio Veterinario dell’Asl. Una gestione condotta tra notevoli difficoltà operative e croniche carenze di risorse economiche.
Nel marzo 2026 si è giunti alla decisione della chiusura momentanea: l’assenza negli anni passati di una convenzione formale aggiornata e le nuove e più stringenti normative entrate in vigore nel 2025 avevano creato criticità burocratiche e gestionali. Tra queste, l’impossibilità di nominare un direttore sanitario senza un accordo formale, figura indispensabile per poter procedere a nuovi ingressi nella struttura[cite: 1].
Dopo ben tre avvisi pubblici riservati alle associazioni del Terzo Settore andati deserti, l’amministrazione comunale – che stanzia in media circa 40.000 euro all’anno per il canile – ha dovuto aprire la procedura anche ai soggetti privati
Per consentire l’esecuzione di radicali lavori di adeguamento strutturale ed evitare di far vivere i cani all’interno di un cantiere aperto, la Giunta ha disposto il trasferimento temporaneo degli animali (circa 50 esemplari presi in carico in quel momento) presso strutture autorizzate e sottoposte ai controlli di ASL, CRIUV e NAS.
Il trasferimento temporaneo degli animali aveva scatenato un acceso dibattito cittadino e dure polemiche sui social network. Il sindaco Spagnuolo era intervenuto pubblicamente per smentire con decisione qualsiasi intento punitivo nei confronti dell’AIPA o la volontà di smantellare il rifugio, ribadendo la gratitudine verso l’operato dei volontari e chiarendo che il trasferimento era un passaggio strettamente funzionale e provvisorio per la messa a norma del plesso.
Con la fine degli interventi di ristrutturazione, la promessa dell’amministrazione trova compimento: la struttura riapre completamente rinnovata, offrendo uno spazio sicuro e idoneo sia agli storici ospiti che ai volontari, confermando la volontà del Comune di tutelare il patrimonio animale della città.


















