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Ad Atripalda si accende il dibattito sulla gestione del canile comunale e sul trasferimento temporaneo di circa 50 cani. A intervenire per chiarire la situazione è il sindaco Paolo Spagnuolo, che in una lunga nota pubblica ha ricostruito i passaggi amministrativi e respinto con forza le accuse circolate sui social.

Il primo cittadino ha voluto innanzitutto smentire l’idea che il Comune abbia voluto “punire” o allontanare i volontari che da anni operano nella struttura.

Non siamo un’amministrazione che infligge punizioni – ha spiegato Spagnuolo – e non ci sarebbero stati minimamente i presupposti. Sta passando il falso messaggio che il Comune abbia voluto cacciare l’associazione AIPA, ma non è assolutamente così”. Il sindaco ha anzi ringraziato pubblicamente i volontari per il lavoro svolto nel tempo e per i sacrifici fatti per mantenere la struttura.

Secondo quanto ricostruito dal primo cittadino, il nodo principale riguarda l’assenza, negli anni passati, di una convenzione chiara tra Comune e associazione che definisse diritti e doveri delle parti. L’amministrazione avrebbe quindi cercato di regolarizzare la situazione, prevedendo anche un aumento delle quote giornaliere riconosciute per ogni cane ospitato.

“Abbiamo emanato tre avvisi pubblici riservati alle associazioni del Terzo Settore – ha spiegato Spagnuolo – ma sono andati tutti deserti. Probabilmente anche per effetto delle nuove e più stringenti normative entrate in vigore nel 2025 e delle responsabilità previste”.

Il problema del direttore sanitario

Un altro elemento critico emerso riguarda la figura del direttore sanitario. Senza una convenzione formale, infatti, nessun veterinario sarebbe stato più disposto ad assumersi la responsabilità di ricoprire l’incarico.

“Il canile ha continuato a funzionare grazie ad Aipa – ha aggiunto il sindaco – ma senza direttore sanitario non è stato più possibile accogliere nuovi cani in entrata”. Dopo i tre bandi andati deserti per le associazioni, l’amministrazione ha quindi deciso di aprire la procedura anche ai privati, secondo il Codice dei contratti, ricevendo una richiesta di partecipazione allo scadere del termine.

Il trasferimento dei circa 50 cani, ha sottolineato Spagnuolo, sarà temporaneo e legato a lavori di adeguamento della struttura comunale.
“Il canile di Atripalda non chiude, anzi lo stiamo migliorando. Avevamo già programmato interventi di adeguamento e abbiamo deciso di anticiparli ora, in concomitanza con il nuovo affidamento”.

Per consentire l’avvio rapido dei lavori e per evitare di tenere gli animali in mezzo a un cantiere, i cani saranno ospitati temporaneamente in due strutture autorizzate e controllate.
Il sindaco ha respinto con decisione anche le accuse più dure circolate sui social. “Parlare di deportazione nei ‘canili lager’ è un’assoluta falsità. Le strutture coinvolte, come la nostra, sono sottoposte a controlli rigidissimi da parte di Asl, Criuv e Nas. Tutto avviene esclusivamente per la tutela degli animali”.

Una volta terminati i lavori, ha assicurato il primo cittadino, i cani torneranno nel canile di Atripalda, in una struttura “ancora più sicura e adeguata”.

Spagnuolo ha inoltre ricordato l’impegno economico dell’ente per la gestione del servizio. “Il Comune investe in media circa 40 mila euro all’anno per il canile. Se non avessimo a cuore la salute degli animali non spenderemmo queste cifre”. Nel nuovo piano urbanistico comunale, ha aggiunto, è stata prevista anche la realizzazione di un nuovo canile.

Il sindaco ha infine espresso amarezza per gli attacchi ricevuti online. “Sono profondamente deluso per la raffica di odio e di attacchi personali. Accetto le critiche, anche aspre, ma non posso tollerare diffamazioni o accuse gravissime come quella di voler condannare a morte i cani”.
Per questo motivo, Spagnuolo ha annunciato che tutelerà la propria immagine e quella del Comune nelle sedi legali contro chi diffonderà “calunnie e falsità”.