La situazione è a un punto di svolta. I centri di radioterapia accreditati della Campania, insieme alle associazioni di settore, hanno convocato una conferenza stampa per fare il punto su una crisi che rischia di bloccare le cure oncologiche in tutta la regione. L’appuntamento è per martedì 29 luglio, alle ore 11.00, presso l’Hotel Ramada di Napoli, in Via Galileo Ferraris 40. Al centro dell’incontro ci sarà il nodo dei contratti con le Asl e il rinnovo della programmazione regionale ferma da oltre un anno.
Accordi
“Siamo a fine luglio 2026 e per la radioterapia mancano ancora gli accordi definitivi con le Asl per l’anno in corso. Di fatto si sta lavorando con una proroga informale basata sui volumi del 2025, che però sono già sottostimati. Prestazioni indifferibili e salvavita – spiegano i centri rappresentati dal Sindacato nazionale radiologi – che esigono una programmazione tempestiva. A queste condizioni non possiamo più garantire il servizio”.
Parliamo di una dozzina di strutture private accreditate distribuite su tutto il territorio regionale. Sono quelle che oggi permettono ai pazienti oncologici di fare radioterapia gratis, senza liste d’attesa infinite e vicino a casa, alleggerendo gli ospedali pubblici e rispettando i tempi previsti dalla rete oncologica. Senza contratti, però, i costi diventano insostenibili: stipendi del personale, macchinari, manutenzione. Tutto resta a carico delle strutture. Il problema non è nuovo.
Regione
Già nel 2024 e 2025 la Regione era dovuta intervenire in corsa per evitare il blocco, autorizzando acconti mensili pari all’85% della produzione anche oltre i tetti di spesa. Ma ora, a metà 2026, manca ancora l’individuazione dei volumi e dei limiti di spesa. Una crisi che segue quella delle Case di cura su cui si riunirà il consiglio regionale in una seduta monotematica il 30 luglio.
La mobilitazione della radioterapia arriva infatti a distanza di dieci giorni dallo stato di crisi dichiarato anche dal comparto ospedaliero privato. Anche lì si chiedono: aggiornamento tariffe ferme da 14 anni, saldo del 2025, budget 2026 e riconoscimento delle attività in rete oncologica e pronto soccorso. Secondo i centri di radioterapia, il ritardo è legato al cambio di Giunta e ai tempi lunghi dell’istruttoria.
Ma il timore è che si entri in una spirale di contenziosi che, come è già accaduto in passato, alimenta solo debito e incertezza. Dalla Regione Campania fanno sapere che l’iter istruttorio per il consuntivo 2025 è stato completato questa settimana e che a stretto giro partirà la programmazione 2026 per tutti gli accreditati: ospedalità, riabilitazione, dialisi, diagnostica e appunto radioterapia.
Paralisi
L’impegno è di chiudere un’intesa entro gli inizi di agosto. Ma il tempo stringe, molte strutture di fronte alla paralisi dei pagamenti hanno già intrapreso la strada del recupero forzoso del credito per via giudiziaria che negli scorsi lustri è stato il terreno su cui la Campania si è avvitata in una spirale di debito che ha poi portato al Piano di rientro. Durante la conferenza i radiologi porteranno anche un altro tema: la Teleradiologia nelle strutture penitenziarie.
Chiedono alla Regione regole omogenee e un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale dedicato, in attesa delle linee guida nazionali di SIRM e ISS. L’obiettivo è garantire anche ai detenuti lo stesso standard di cura.Cosa chiederanno alle istituzioni. Martedì i centri illustreranno nel dettaglio le criticità legate al quadro amministrativo e programmatorio, le ricadute sull’organizzazione dei servizi e il rischio concreto di interruzione della continuità assistenziale per migliaia di pazienti oncologici campani.
Sarà anche l’occasione per presentare formalmente le richieste alle istituzioni e fare il punto sul confronto in corso. Perché il tema è urgente: la radioterapia non può aspettare. Un ritardo di settimane può significare una recidiva, una metastasi, una vita in meno. Alla conferenza interverranno i rappresentanti dei centri accreditati e delle associazioni di categoria.

















