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Un confronto su sostenibilità, imprenditoria femminile, ricerca e nuove prospettive per le aree interne si è svolto nella Sala Convegni di Palazzo De Simone, promossa dall’ Università degli Studi del Sannio d’intesa con Nadia Savino, Past President FIDAPA BPW Italy – Sezione di Grottaminarda.

L’iniziativa dal titolo “Seminare Futuro. Donne, startup e innovazione per l’agricoltura che verrà”, ha suscitato l’attenzione soprattutto da parte delle donne perché ha coniugato il tema dello sviluppo a quello della parità di genere o, se si vuole, all’emancipazione femminile per quanto riguarda l’opportunità di intercettare il ruolo delle startup e delle opportunità di sviluppo per i territori rurali e le aree interne.

La Rettrice dell’Universita’ degli studi di Benevento Maria Moreno ha sottolineato come l’Ateneo intenda intervenire: “Puntiamo ad uno sviluppo sociale. L’Università è parte attiva di questi processi. L’ecosistema delle startup ad impatto sociale ha guadagnato un’attenzione crescente nel panorama economico e politico europeo. Occorre puntare su una sostenibilità economica finanziaria puntando sulle transazioni ecologiche”.

Per Confindustria è intervenuta la vice presidente Clementina Donisi che ha rimarcato come l’imprenditoria femminile abbia rappresentato una vera start up per “accompagnare – ha detto – nuove realtà produttive all’interno di un sistema industriale coordinato per affrontare il tema grave dello spopolamento e delle aree interne”.

Presente anche Confagricoltura con il presidente Antonio Casazza il quale ha sostenuto: “L’agricoltura è da sempre fondata sulla donna. Occorre creare opportunità per poter restare sul territorio“. Casazza ha poi focalizzato l’attenzione sul tema del tabacco: “Un elemento negli anni fondamentale ma non abbiamo saputo fare aggregazione”.

La tavola rotonda, poi, è proseguita con l’intervento di Nadia Savino, responsabile Slow Grains di Slow Food Campania: “Vogliamo ampliare gli orizzonti. L’agricoltura è il settore primario per nutrire il pianeta e le persone. Puntiamo ad una sostenibilità sociale ed economica”. Quindi ha aggiunto: Non si può vivere nell’illusione che tornare all’agricoltura possa far rivivere le aree interne. Le iniziative nell’area rurale possono avere successo solo se sono sostenibili”.

Sulla produzione del tabacco la Savino ha spiegato: “Siamo ad un punto di non ritorno. Abbiamo toccato il fondo. Sul tabacco non ci sono piu’ gli aiuti della Comunità Europea, non c’e una cultura sostenibile. Serve una nuova visione. Bisogna essere economicamente sostenibili. Cercare di far restare il valore a chi lo produce e non collocarlo all’ultimo punto della filiera. Una missione non facile ma occorre provarci”.

Stefania De Pascale dell’Università Federico II di Napoli ha detto: “Non possiamo permetterci di perdere i talenti. La vera sfida e’ creare opportunità e governare al cambiamento. C’e’ bisogno di modelli ed e’  necessaria una visione di ecosistemi di innovazione”.