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Una delegazione di Confimprenditori, guidata dai vertici nazionali e con la partecipazione del presidente di Avellino Gerardo Santoli, ha preso parte a un flash mob davanti al Parlamento per chiedere con forza l’introduzione di un tetto massimo al prezzo dei carburanti.

La mobilitazione arriva in un momento di forte allarme economico: a causa delle tensioni tra Iran e Stati Uniti, il Brent ha superato la soglia dei 100 dollari al barile. Si tratta della quarta grande crisi petrolifera dall’inizio del millennio (dopo quelle del 2000-2004, del 2007-2012 e quella legata al conflitto in Ucraina), tutte accomurate dal superamento del muro psicologico dei 2 euro al litro alla pompa.

Per fronteggiare l’emergenza, Confimprenditori chiede un price cap fissato a 1,90 euro al litro per la benzina e 1,95 euro per il diesel. Per raggiungere concretamente l’obiettivo, l’associazione indica una strada precisa: recuperare lo schema della storica campagna “Riparti con Eni”, varata nell’estate del 2012 dall’allora amministratore delegato Paolo Scaroni. Quell’iniziativa – che portò il gasolio a 1,50 €/l e la benzina a 1,60 €/l nei weekend sugli impianti Iperself – costrinse l’intero mercato a varare contromisure analoghe, generando un risparmio stimato tra i 250 e i 300 milioni di euro in meno di tre mesi e un calo dei prezzi medi del 3,5-4,5%.

Oggi, secondo Confimprenditori, un’operazione simile è ancora più praticabile, considerando che Eni raffina in Italia circa 13-14 milioni di tonnellate di carburanti l’anno (pari al 20-22% del fabbisogno nazionale) e detiene una quota di mercato al dettaglio equivalente.

“Nel 2012 – dichiara il Presidente di Confimprenditori Stefano Ruvolo – senza un euro di intervento pubblico sulle accise, un’iniziativa commerciale della sola Eni innescò una guerra dei prezzi che portò benzina e diesel sotto la soglia del momento, trascinando l’intero mercato. Oggi quello schema può essere replicato e, soprattutto, affiancato agli strumenti già a disposizione del Governo: il taglio delle accise e il sistema delle accise mobili introdotto dal Governo Draghi nel 2022. Le due leve insieme renderebbero il nostro tetto un obiettivo concretamente alla portata”.

Confimprenditori auspica un intervento tempestivo delle istituzioni e dei principali attori industriali per tutelare famiglie, imprese e autotrasportatori prima che l’escalation dei prezzi paralizzi il tessuto economico del Paese.