“Non parteciperemo piu’ alle Commissioni consiliari né alle Conferenze di Capigruppo”
La dura presa di posizione dell’opposizione consiliare a Palazzo Mosti è la risposta politica alle indagini e perquisizioni conseguenti all’arresto a primavera del Dirigente comunale Gennaro Santamaria per aver intascato una mazzette da un imprenditore davanti ai Carabinieri appostati in un bar, che ha finito alcuni mesi dopo con il coinvolgere anche lo stesso Presidente del Consiglio comunale Renato Parente e altri Dirigenti dell’Amministrazione guidata da Clemente Mastella, leader di Noi di Centro tutti destinatari di provvedimenti di perquisizioni domiciliar. Dopo aver richiesto senza successo le dimissioni dello stesso Sindaco, le forze di opposizione hanno voluto assumere una forte posizione di natura politica che, comunque, non intralcerebbe il lavoro istruttorio amministrativo dello stesso Consiglio. La presa di posizione è stata ufficializzata questo pomeriggio nella sede cittadina del PD al viale Mellusi nel corso di una Conferenza stampa della segretaria cittadina Rosa Razzano e della capogruppo consiliare Floriana Fioretti. Erano presenti i consiglieri dem Giovanni De Lorenzo, Maria Letizia Varricchio, Raffaele De Longis e il consigliere del gruppo Misto Francesco Farese, Giuseppe Iorio segretario di Civico 22 e Umberto Del Basso De Caro ex parlamentare Pd.
Insomma, il terremoto di natura giudiziaria abbattutosi su Palazzo Mosti, sebbene ancora alla fase delle indagini preliminari, sta avendo, a ormai pochi dalla fine della Consiliatura, uno sciame di risposte e prese di posizione politiche con l’evidente scopo di screditare e svuotare l’azione politico-amministrativa del Sindaco e del partito di maggioranza.
Le opposizioni hanno difatti nuovamente richiesto, oltre ad annunciare una sorta di Aventino beneventano, le dimissioni del sindaco e la contestuale nomina del Commissario Prefettizio con il compito di reggere il Comune fino alla indizione delle elezioni.
La segretaria Razzano ha voluto precisare: “Noi restiamo forza garantista e non siamo per sentenze prima delle sentenze della Magistratura. Ma il garantismo non deve essere un alibi. Questi non sono semplici sospetti, ma c’e’ stato un arresto in fragranza di reato (di Santamaria, Ndr). Occorre etica pubblica e responsabilità politica. La credibilità e’ stata esaurita”. Secondo Razzano, la questione dal punto di vista politico non può risolversi evitando di chiamare in causa lo stesso Sindaco, seppure non investito da alcuna accusa da parte degli inquirenti. L’affondo sul sindaco è preciso: “Santamaria e’ stato nominato direttamente da Mastella. Dicevamo da tempo che era una nomina illegittima; inoltre Santamaria non solo era dirigente fiduciario, ma collaboratore della maggioranza. Come Santamaria anche la nomina della Dirigente Moretti (anche lei coinvolta nel presunto giro di mazzette, Ndr) e’ stata fiduciaria”.
Razzano ha sottolineato come il Pd non abbia mai avuto collusioni politiche o momenti di vicinanza politica con Noi di centro e di aver sempre essere stati con fermezza coerente e contrario a questa amministrazione. Poi l’appello: “Serve un segnale di discontinuità e occorre liberare dalla nebbia questa citta. C’e’ una cappa da liberare e farla respirare”. Stefano Orlacchio, Vice Segretario cittadino del Partito Democratico di Benevento, dal canto suo ha detto: “Notiamo una malagestione della cosa pubblica. Dai miasmi alla situazione dei cantieri, al mancato depuratore sempre annunciato ma mai giunto. Ora occorra una svolta politica e siamo in campo come alternativa unitamente ad Associazioni civiche per cambiare pagina”.
La capogruppo Fioretti ha dipinto un quadro a tinte fosche della situazione politica: “Questo e’ un tema di responsabilità politica. Occorre trasparenza imparzialità. Invece in questi giorni abbiamo notato o un silenzio assordante o il tentativo goffo di sminuire quello che stava accadendo. Far finta di nulla non serve. Occorre uno scatto di dignita’ invece c’e’ stato un arroccamento”. Sulle mancate dimissioni di Renato Parente mai pervenute in Consiglio comunale, ma al Partito di Noi Di Centro, la Fioretti e’ stata durissima: “E’ gravissimo. La citta’ e’ indignata. Occorre un messaggio di trasparenza”. Il consigliere Giuseppe De Lorenzo ha annunciato che se si noterà un malcontento anche all’interno della maggioranza, l’intera opposizione potrebbe portare ad altre decisioni: “Non escludiamo nessuna iniziativa”.
Su un altro colpo grave inferto in queste ore all’amministrazione Mastella, e cioè decisione della Corte dei Conti che ha bocciato per l’ennesima volta Sannio acque, il consigliere Francesco Farese ha attaccato: “E’ l’emblema delle decisioni sbagliate di questa amministrazione. E’ una nuova mazzata terribile. Ma loro in questi anni hanno pensato solo ad una occupazione militare delle istituzioni ai danni degli interessi del territorio. Bisogna voltare pagina”.
Questa la lettera dei consiglieri di opposizione:
I consiglieri comunali di opposizione Raffaele De Longis, Giovanni De Lorenzo, Francesco Farese, Floriana Fioretti, Marialetizia Varricchio (PD), Luigi Diego Perifano e Angelo Miceli (Città Aperta), Giovanna Megna (AVS), Angelo Moretti (Civico 22) e Vincenzo Sguera (Civici e Riformisti) comunicano che, a partire da oggi, non prenderanno più parte ai lavori delle Conferenze dei Capigruppo e delle Commissioni consiliari.
È una scelta con la quale intendiamo manifestare in modo chiaro la nostra dissociazione da un metodo di gestione del potere che abbiamo sempre contrastato e dall’atteggiamento di questa maggioranza, che continua a mostrare una sconcertante indifferenza di fronte alla gravità dei fatti che emergono dalle indagini e alle ipotesi di reato che ne sono oggetto.
Da cittadini, prima ancora che da consiglieri comunali, non possiamo accettare che, anche in una fase così delicata per la nostra Città, la cosa pubblica venga gestita con un atteggiamento che appare sempre più improntato alla logica del “comando” e della gestione padronale del potere da parte dell’Amministrazione Mastella.
È emblematico, in questo senso, quanto accaduto con le dimissioni del Presidente del Consiglio comunale. Le dimissioni non sono state presentate nella sede istituzionale propria, cioè davanti al Consiglio comunale che lo ha eletto e del quale il Presidente dovrebbe essere garante. Sono state invece annunciate nel corso di una riunione di maggioranza, alla presenza di consiglieri ed esponenti del partito Noi di Centro.
Un modo di procedere che restituisce l’inaccettabile impressione che il ruolo di garanzia del Presidente del massimo organo democratico della Città possa essere considerato una questione interna alla maggioranza o, addirittura, a un singolo partito.
Tutto questo accade mentre la Città è profondamente scossa e indignata per il quadro che emerge dalle dichiarazioni rese alla Procura da Santamaria, ex dirigente e responsabile di gabinetto del Sindaco. In una fase così delicata, avremmo ritenuto necessario un atteggiamento diverso, improntato alla massima trasparenza, al rispetto delle istituzioni e alla responsabilità.
Quello che sta accadendo rappresenta invece, a nostro avviso, un ulteriore colpo alla credibilità dell’istituzione comunale.
Mai avremmo immaginato una simile condotta da parte del Presidente del Consiglio comunale, che nel corso di questi anni aveva comunque cercato di garantire, nella conduzione dei lavori dell’Aula, un atteggiamento improntato all’imparzialità.
La tracotanza con cui il potere viene esercitato anche di fronte a una vicenda di tale gravità è un atteggiamento che riteniamo irrispettoso nei confronti della Città, delle sue istituzioni e del ruolo che siamo stati chiamati a svolgere come consiglieri comunali.
Non possiamo accettarlo. Per questo abbiamo scelto di trasformare il nostro dissenso in una protesta concreta, non partecipando ai lavori delle Conferenze dei Capigruppo e delle Commissioni consiliari.


















