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“Siate scintille, accendete il vostro futuro“. Con queste parole si è concluso l’incontro che l’ex presidente del Senato ha tenuto a Palazzo Reale di Napoli nell’ambito del Campania Libri Festival, dove ha presentato il fumetto Da che parte stai?.

Davanti a una platea composta da ragazzi provenienti da diverse scuole della Campania, il giudice Grasso si è sottoposto con disponibilità a ogni genere di domanda, affrontando temi legati alla legalità, all’impegno civile, al rapporto e alle difficoltà vissute dal figlio proprio in virtù del lavoro del papà  e alla lotta alla mafia.

A rendere particolarmente intenso il finale dell’incontro è stato però il racconto di un episodio personale legato al giudice Giovanni Falcone.

Grasso ha ricordato che, pochi giorni prima della strage di Capaci, Falcone gli consegnò il proprio accendino.

Aveva deciso di smettere di fumare e chiese all’amico e collega di custodirlo, con la promessa che glielo avrebbe restituito qualora avesse deciso di riprendere quel vizio.

L’ex magistrato ha raccontato con evidente commozione anche la corsa in ospedale dopo l’attentato del 23 maggio 1992 di Capaci e l’abbraccio con Paolo Borsellino nel momento in cui divenne chiaro che Giovanni Falcone non sarebbe riuscito a vincere quella tragica sfida.

“Tornai a casa e mi ricordai dell’accendino che custodivo“, ha raccontato Grasso.

“Da allora lo porto sempre con me perché lo considero un’eredità, una fiamma da mantenere accesa“. A quel punto Grasso ha tirato fuori dalla tasca l’accendino l’ho acceso e ha rivolto l’invito dei ragazzi ad essere scintille. Un simbolo che ancora oggi rappresenta la memoria, l’impegno e i valori lasciati da Falcone alle nuove generazioni.