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A volte il destino è davvero beffardo. Ti aspetta lì, appostato come la nuvola di Fantozzi ed in pochi secondi è capace di privarti di gioie umane e professionali che più nessuno potrà mai ridarti. È il caso di Pierluigi Simonetti, il tuttocampista della Strega fuori dai giochi dal 6 febbraio per la rottura del legamento crociato del ginocchio destro. Oggi, a distanza di 237 giorni da quel giorno maledetto il calciatore romano spera di riassaporare il contatto con il campo nell’amichevole contro il San Marco dei Cavoti in programma alle 15 nel centro fortorino.

In questi lunghi e difficili mesi Simonetti ha sempre affrontato il suo percorso con un unico obiettivo: tornare ad essere disponibile il prima possibile per aiutare i suoi amati colori giallorossi. Deve essere stata durissima assistere solo dall’esterno alla promozione in serie B perché sul prato del Vigorito contro il Picerno c’era la malasorte ad attenderlo. Un movimento falso, il ginocchio che si gira mandando a farsi benedire tutta la fase clou di una stagione che poi avrebbe visto il Benevento asfaltare tutto e tutti.

Perno inamovibile

Di quella squadra Simonetti era stato fino a febbraio un perno inamovibile sulla corsia sinistra, l’unico in grado di permettere ai giallorossi di attaccare con l’uomo in più e difendere alle stesse condizioni. Il classico calciatore che ogni tecnico farebbe carte false per avere e non a caso definito dal diesse Padella “il nuovo acquisto perché è un valore aggiunto”, come spiegò insieme a Carli nella conferenza stampa a conclusione del mercato.

È chiaro che dopo un intervento di ricostruzione dei legamenti del ginocchio, ora perfettamente guarito, servirà altro tempo a Simonetti per trovare la condizione migliore, ma quello di oggi a San Marco dei Cavoti potrebbe essere un primo vero lampo di luce dopo tanto buio.

Pierluigi Simonetti