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“In questa scuola non ci sono stranieri, ma solo alunni”. È il messaggio che accoglie chiunque varchi la soglia dell’Istituto superiore statale Publio Virgilio Marone di Mercato San Severino. Un cartello semplice ma dal forte valore simbolico, nato da una scelta degli studenti e diventato il manifesto di una comunità scolastica da 1350 alunni che da anni lavora sui temi dell’inclusione e dell’integrazione. A raccontarlo è la dirigente scolastica Luigia Trivisone, che sottolinea il percorso costruito all’interno dell’istituto per favorire la convivenza, il dialogo interculturale e il superamento di ogni forma di discriminazione. Un’esperienza che assume un significato ancora più rilevante nel contesto culturale e politico attuale, segnato dal dibattito nazionale sull’immigrazione e sull’integrazione nelle scuole. Proprio in questo scenario si inseriscono le nuove disposizioni che prevedono un tetto del 30 per cento di alunni stranieri per classe e il divieto di indossare il burqa negli istituti scolastici. Misure che hanno riacceso il confronto tra chi ritiene necessario introdurre regole più stringenti per favorire l’integrazione e chi, invece, teme che possano trasformarsi in elementi di esclusione.Al Virgilio Marone, però, la risposta arriva dalla quotidianità delle aule. Qui studenti provenienti da culture e Paesi diversi condividono percorsi di studio, esperienze e relazioni, come gli studenti provenienti dalla Turchia che qui faranno un’esperienza di Erasmus. Il cartello all’ingresso sintetizza questa filosofia educativa: prima delle differenze di origine, lingua o religione, ci sono ragazze e ragazzi che studiano insieme e che vengono riconosciuti semplicemente come alunni.

La dirigente scolastica con una delle studentesse che hanno volto il cartello