Doveva essere una boccata d’ossigeno per il commercio, in una città commissariata che ha bisogno di ripartire. Ma a poco più di una settimana, a conti fatti, i commercianti hanno registrato più spese che introiti. La Notte Bianca dello scorso 26 settembre, a Torre Annunziata si è rivelata un flop, almeno dal punto di vista degli incassi.
A spiegarlo è la presidente dell’ACTA, l’associazione dei consumatori di Torre Annunziata, Serenella Sessa. “I commercianti – spiega Sessa – hanno scoperto dal web la data dell’evento appena dieci giorni prima, un tempo insufficiente per organizzare iniziative diverse dal solito”.
Dopo una lettera indirizzata a Palazzo di Città, la presidente è stata ricevuta dalla Commissione Straordinaria che gestisce il Comune oplontino, ma era ormai troppo tardi. La data era già stata concordata, chiaramente fuori programmazione. “Perché dietro un esercizio commerciale, c’è una programmazione che nessuno immagina”, sottolinea Sessa.
Il 26 settembre era troppo tardi per smaltire la merce estiva e troppo presto per le offerte invernali. “Non doveva chiamarsi Notte Bianca. È stata solo una festa”, è il giudizio netto di molti negozianti che oltre al danno hanno registrato la beffa di aver dovuto organizzare l’animazione lungo il corso. Gli introiti sono stati pochissimi e c’è chi ha abbassato la saracinesca prima di mezzanotte.
“Il commercio ha bisogno di aiuto, perché sono gli esercenti a portare persone anche dai paesi limitrofi”, aggiunge Sessa.
Ora la prossima occasione ghiotta è il Natale. La presidente ACTA spera in un cambio di passo: “Abbiamo bisogno di condivisione, collaborazione e confronto, per costruire finalmente un calendario commerciale che rispetti una programmazione utile e non lasci di nuovo i commercianti in bianco”.
Della Notte Bianca c’è il ricordo di qualche video che gira sul web che ritrae un pianista librare nell’aria. La bellezza della cornice non ha incontrato, però reale successo. Torre Annunziata ha bisogno di fatti.


















