di Gigi Caliulo
Una vittoria è sempre meritata. Dunque, ieri sera la Salernitana ha conquistato in totale legittimità tre punti pesantissimi contro un Bari che, per larghi tratti, ha tenuto in scacco i granata ma si è smarrito nel momento decisivo, consentendo alla squadra di Cosmi di portare a compimento un emozionante ribaltone. Fin qui il dato squisitamente “numerico” del successo contro i cugini pugliesi.
L’analisi del match, però, non può prescindere da altri elementi determinanti. Anzitutto le scelte iniziali di Cosmi. Il tecnico umbro ha abiurato il canovaccio delle ultime settimane scegliendo di ritornare al 3-5-2 riproponendo in mediana DeBoer, Tascone e Vitale e soprattutto sacrificando Villa. Un progetto tecnico-tattico naufragato miseramente al gol del Bari e, minuto dopo minuto, schiacciato dalla costante pressione della squadra di Rastelli. Cosmi, uomo di campo troppo esperto per non cogliere i segnali che provenivano dall’erba dell’Arechi, ha compreso di aver osato troppo: nella ripresa, col passare dei minuti, ha riportato il centrocampo “a due” con Tascone e Vitale e, soprattutto, ha messo in campo sia Villa che Djamanca (sostituto naturale dell’infortunato Achik) e dato nuovamente spazio al ritrovato Lescano. La “partita nella partita” disputata nell’ultimo quarto di gara ha ribaltato la situazione dimostrando che questa Salernitana, seppur ancora orfana di ricambi di qualità e tuttora alla ricerca di una vera e propria identità, possiede valori importanti. Le due reti “in coda” hanno riportato sorriso ed entusiasmo ed hanno rasserenato tanto l’ambiente quanto Cosmi, apparso molto teso durante il match salvo poi lasciarsi andare ad uno show di gioia e passione nell’immediato dopo gara.
Cosa lascia, quindi, in eredità questo successo serale? Molte certezze: anzitutto numeriche. Condendo ieri sera la Salernitana è balzata al quinto posto in classifica generale. Un passo falso contro il Bari avrebbe portato i granata a dieci punti dalla vetta scavando un solco importante tra le ambizioni e la realtà. Quindi la consapevolezza – ulteriore – della mediocrità generale di un campionato che ancora non ha una vera “battistrada”. Il grande equilibrio che domina il girone meridionale è un’opportunità che non ci si può far sfuggire. E questo Cosmi lo sa bene: è un campionato che può davvero essere disputato da protagonisti a patto che si dia continuità al lavoro portato fin qui avanti. Dunque stop agli esperimenti, a cominciare dalla trasferta di domenica. I granata saranno di scena al Capozza di Casarano in un match che potrebbe, dopo nove giornate, realmente togliere i veli alle potenzialità di questa squadra. A patto che non si abbandoni più la via maestra della continuità e che gli empirici tentativi di modificare l’abito migliore possibile per questa squadra restino nel cassetto dei sogni del trainer granata.


















