Non è più soltanto una questione di trattori, di campi o di raccolti andati male. È il grido d’allarme di un intero territorio che vede uno dei suoi pilastri più antichi e vitali rischiare il crollo. Per questo gli agricoltori irpini hanno deciso di scendere nuovamente in strada. E non per lavorare, ma per protestare.: l’appuntamento è per sabato 10 ottobre, a partire dalle ore 16:00, in Piazza Libertà ad Avellino.
A lanciare l’appello è direttamente chi la terra la vive ogni giorno, lavorando tra mille difficoltà crescenti. Roberto Lauro, referente del “Comitato agricoltori avellinesi”, invita non solo le altre categorie di comparto a scendere in piazza: Una manifestazione che questa volta vuole travalicare i confini di categoria. Gli agricoltori si rivolgono a tutti: agli autotrasportatori schiacciati dal caro carburante, ai commercianti penalizzati dal calo dei consumi, ai cittadini e alle famiglie che vedono schizzare alle stelle la spesa quotidiana.
«La crisi che stiamo affrontando non è soltanto la crisi dell’agricoltura, è una crisi economica generale dove a soffrire siamo tutti». Queste le parole di Lauro che sintetizzano lo spirito di una mobilitazione che non vuole essere una semplice protesta di settore, ma una battaglia di comunità
Il comparto agricolo locale sta attraversando una fase drammatica. L’esplosione dei costi di produzione — dalle utenze al gasolio agricolo, fino ai concimi e alle materie prime — sta mettendo in ginocchio centinaia di piccole e medie aziende dell’Irpinia. A questo si aggiungono le speculazioni sui prezzi di vendita dei prodotti locali e l’impatto dei cambiamenti climatici, fattori che rendono sempre più difficile per i produttori anche solo coprire le spese di gestione.
Da qui la scelta di chiamare a raccolta la cittadinanza per sabato pomeriggio ad Avellino. L’obiettivo è presentarsi compatti, fare fronte comune tra produttori e consumatori e pretendere rispetto, diritti e dignità per il lavoro di chi sostiene l’economia reale del territorio.


















