Da bene confiscato a luogo per fare del bene. Veniva inaugurata nemmeno un mese fa Casa Ariete, nel quartiere di Forcella. Da oggi quel luogo racconta la sua prima storia bella, che fa bene a Napoli. Nella città del caffè sospeso, arriva Cura Sospesa, l’associazione che trasforma la solidarietà in una prestazione sanitaria per chi non riesce ad accedervi.
L’ undici settembre scorso, tra quelle mura restituite alla collettività, è stato aperto il primo Ambulatorio Solidale del progetto. Uno spazio aperto e riconoscibile, dove chi ha bisogno può entrare senza barriere, chiedere informazioni, incontrare i volontari e capire come funziona la rete di sostegno.
Il principio è semplice e profondamente napoletano. Come il caffè lasciato in più al bar per uno sconosciuto, anche qui chi può contribuisce a pagare una prestazione per qualcun altro. Solo che questa volta non si offre una tazzina: si offre la possibilità di visitarsi, di fare un esame, di acquistare un farmaco, di sottoporsi a un intervento.
Il meccanismo prevede che le donazioni vengano destinate a servizi reali, erogati da strutture qualificate e convenzionate. Ogni contributo è tracciabile e si traduce in un aiuto concreto, non in un gesto simbolico.
Il sostegno si concentra su quattro ambiti, si possono effettuare visite specialistiche, esami diagnostici, comprare farmaci ed eseguire interventi chirurgici. Le aree in cui, troppo spesso, il costo elevato o le lunghe attese costringono le persone a rimandare un controllo, a posticipare una diagnosi, a convivere con un problema che potrebbe essere curato prima.
Le richieste vengono valutate una per una, secondo criteri definiti. Il primo è l’urgenza sanitaria, attestata da una prescrizione o da un referto medico. Segue la condizione economica di chi chiede aiuto e la possibilità di ottenere la stessa prestazione attraverso il Servizio Sanitario Nazionale in tempi compatibili con il suo stato di salute.
Conta anche l’impatto quotidiano che la mancata cura avrebbe sulla vita della persona, sull’autonomia, sul lavoro, sulla capacità di prendersi cura della propria famiglia.
Cura Sospesa parte dal cuore pulsante di Napoli, da Forcella, precisamente da una casa che era della camorra e ora è della città. Per una condivisione di ciò che si ha con chi non si conosce e ne ha bisogno. In nome di una meravigliosa certezza che Napoli sa sempre consacrare: un luogo strappato al male raccontare solidarietà, speranza, amore.















