Anche ad Avellino si riaprono le porte dei seggi elettorali. E, come da tradizione, insieme agli avvisi del Comune potrebbe partire anche la consueta corsa alla candidatura, nel caso specifico non politica : un po’ per senso civico, un po’ per arrotondare e, perché no, anche per conquistarsi qualche giornata di permesso dal lavoro.
L’Ufficio Elettorale del Comune ha pubblicato l’avviso per l’aggiornamento dell’Albo comunale dei presidenti e degli scrutatori dei seggi elettorali. Per chi aspira a fare il presidente di seggio, la domanda va presentata entro il 31 ottobre 2026. Per gli scrutatori, invece, c’è tempo fino al 30 novembre 2026.
Requisiti e procedure sono quelli previsti dalla legge: per i presidenti occorre, tra gli altri requisiti, essere elettori del Comune e possedere almeno il diploma di scuola secondaria superiore. Per gli scrutatori è sufficiente il titolo di studio della scuola dell’obbligo.
Ma al di là delle formule burocratiche, l’avviso riaccende una domanda molto più concreta: perché in tanti vogliono fare gli scrutatori?
La risposta, probabilmente, è un mix ben italiano di motivazioni. C’è chi lo fa per convinzione e partecipazione alla vita democratica, chi perché considera l’impegno un’esperienza utile e chi, più pragmaticamente, guarda anche al compenso.
E poi c’è l’aspetto dei permessi dal lavoro. Perché stare al seggio significa certamente lavorare, spesso per molte ore e in giornate tutt’altro che leggere, ma per alcuni lavoratori può significare anche poter usufruire delle agevolazioni previste per legge in occasione delle operazioni elettorali.
Insomma, tra spirito civico e calcolo delle convenienze personali, la corsa allo scrutatore è pronta a ripartire. E ad Avellino, considerato che le urne prima o poi chiamano sempre, meglio arrivare preparati.
L’avviso, intanto, è nero su bianco: chi vuole entrare nell’Albo degli scrutatori ha tempo fino al 30 novembre. Poi toccherà alle urne, e soprattutto agli elenchi, fare il resto.


















