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Ci sono avversari che riportano alla mente un gol prima ancora di una partita. Per Napoli, il Frosinone ha il volto di Gonzalo Higuain e la forma di una rovesciata. Sabato sera i ciociari tornano al Maradona e il calendario offre l’occasione per riaprire una pagina che, dieci anni dopo, conserva tutta la sua forza: il 14 maggio 2016, la notte dei 36 gol. Il San Paolo aspettava una vittoria per festeggiare il secondo posto e l’accesso diretto alla Champions. Il Pipita inseguiva qualcosa che mancava da 66 anni: il primato di Gunnar Nordahl, autore di 35 reti con il Milan nel campionato 1949-50. Higuain ne aveva segnate 33. Restava una partita, serviva una tripletta.

Higuain, dal conto alla rovescia alla rovesciata

Il primo tempo si chiuse con il Napoli avanti grazie a Hamsik e l’argentino ancora senza gol. Il record era tutto da raggiungere. Poi, nella ripresa, Higuain trasformò l’ultima giornata nel finale perfetto della sua stagione. Al 52’ salì a 34, al 62’ raggiunse quota 35. Nordahl era agganciato. Il terzo gol, al 71’, lo portò oltre. Il gol del sorpasso arrivò nel modo più spettacolare. Higuain controllò il pallone con il petto e, spalle alla porta, si coordinò per la rovesciata: Zappino fu scavalcato, il San Paolo esplose. Era il 4-0, ma soprattutto era il gol numero 36. In un solo gesto il Pipita completò la tripletta e superò il primato di Nordahl. È rimasta quella l’immagine della sua annata napoletana. Quella rovesciata fu il finale perfetto di una stagione da protagonista. Higuain aveva trascinato il Napoli con i suoi gol e, nell’ultima partita, trovò la prodezza che avrebbe reso indimenticabile il suo record.

Il finale più bello, prima dell’addio: un record che resta nella storia del Napoli

Trentasei gol in 35 presenze: Higuain chiuse così il suo ultimo campionato con il Napoli, prima del trasferimento alla Juventus. Un’annata straordinaria nella squadra di Sarri, conclusa con la tripletta al Frosinone e il titolo di capocannoniere. Nel 2020 Ciro Immobile eguagliò quel primato con la Lazio, arrivando anche lui a quota 36. Per i tifosi azzurri, però, quel numero resta associato alla rovesciata del Pipita e alla festa del San Paolo.

Sabato servirà una vittoria al Napoli di Allegri, chiamato a ritrovare continuità dopo un avvio difficile. Il Frosinone, però, riporterà con sé anche questo ricordo. Dieci anni dopo, per ritrovare Higuain basta ancora un nome sul calendario. E il pensiero torna a quando il Pipita si alzò da terra e Napoli, per una notte, volò con lui.