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L’intestino ospita una comunità estremamente numerosa e diversificata di microrganismi che prende il nome di microbiota intestinale. Alimentazione, età, stile di vita e numerosi altri fattori possono influenzarne la composizione, motivo per cui negli ultimi anni è cresciuto anche l’interesse verso gli integratori contenenti microrganismi selezionati.

Tra questi troviamo Kijimea K53 Advance, integratore alimentare caratterizzato dalla presenza di 53 ceppi batterici selezionati, oltre a niacina e biotina. Su e-commerce farmaceutici dedicati alla salute e al benessere come www.zfarma.it, questo prodotto è disponibile nel formato da 84 capsule.

Ma cosa significa realmente assumere 53 ceppi differenti? E soprattutto, quando si confrontano prodotti di questo tipo, è più importante guardare il numero di ceppi, la quantità di microrganismi oppure la presenza di altri nutrienti? Partiamo dalle caratteristiche di Kijimea K53 Advance per capire meglio come leggere queste informazioni.

Microbiota intestinale: cosa significa?

Prima di parlare degli ingredienti di Kijimea è utile chiarire cosa si intende per microbiota intestinale. Con questo termine si indica l’insieme dei microrganismi che vivono nel tratto gastrointestinale. Non si tratta di un’unica specie di batteri, ma di una comunità molto complessa composta da numerosissimi microrganismi differenti.

Questi microrganismi interagiscono tra loro, con ciò che mangiamo e con l’organismo che li ospita. Il microbiota non è inoltre identico in tutte le persone e la sua composizione può modificarsi nel corso della vita.

Proprio questa grande varietà spiega perché, parlando di integratori contenenti microrganismi, sia importante distinguere tra specie e ceppi invece di utilizzare genericamente l’espressione “batteri buoni”.

Cosa significa che Kijimea K53 Advance contiene 53 ceppi?

Il fatto che Kijimea K53 Advance contenga 53 ceppi è probabilmente la caratteristica che incuriosisce maggiormente chi incontra per la prima volta questo prodotto.

Per comprenderla possiamo utilizzare un esempio semplice. Due batteri possono appartenere alla stessa specie, ma essere ceppi differenti, un po’ come due varietà appartenenti alla stessa categoria possono avere caratteristiche non perfettamente identiche. Per identificare correttamente un microrganismo, quindi, il nome della specie non racconta sempre tutto.

Nella formulazione di Kijimea K53 Advance troviamo, ad esempio, diversi ceppi di Lactobacillus rhamnosus, tra cui LRH01, LRH05 e LRH14, così come differenti ceppi appartenenti ad altre specie.

Il numero 53 presente nel nome del prodotto richiama proprio questa ampia combinazione di ceppi. Per chi lo assume, il vantaggio più immediato di questa formulazione è quindi la varietà: con una sola capsula non viene introdotto un unico tipo di microrganismo, ma una miscela composta da numerosi ceppi differenti. È un approccio che cerca di rispecchiare la caratteristica fondamentale del microbiota intestinale, che per sua natura non è formato da un solo batterio, ma da una comunità molto diversificata di microrganismi.

Questo non significa, però, che 53 ceppi siano automaticamente più efficaci di 10 o 20. Il numero elevato indica soprattutto una maggiore diversità della formulazione. Gli eventuali benefici di un integratore contenente microrganismi dipendono infatti dalle caratteristiche dei singoli ceppi, dalla loro quantità e dalla specifica combinazione utilizzata. Nel caso di Kijimea K53 Advance, quindi, i 53 ceppi rappresentano soprattutto la scelta di offrire un insieme molto diversificato di microrganismi in un’unica formulazione, anziché puntare su uno o pochi ceppi.

Kijimea K53 Advance contiene anche biotina e niacina

I microrganismi non sono gli unici componenti caratterizzanti della formulazione. Kijimea K53 Advance contiene anche biotina (vitamina B7) e niacina (vitamina B3).

Una capsula apporta 50 µg di biotina, pari al 100% del valore nutritivo di riferimento, e 8 mg di niacina, pari al 50% del valore nutritivo di riferimento.

Entrambe le vitamine contribuiscono al mantenimento di membrane mucose normali. Si tratta di un aspetto particolarmente pertinente quando si parla di intestino, perché la parete interna del tratto gastrointestinale è rivestita da una mucosa.

La biotina contribuisce inoltre al normale metabolismo energetico e al normale metabolismo dei macronutrienti.

Come si assume Kijimea K53 Advance?

Kijimea K53 Advance in capsule viene assunto con una quantità sufficiente di liquido, senza masticare la capsula. La formulazione è pensata per un’assunzione quotidiana e il dosaggio deve essere quello riportato sulla confezione aggiornata del prodotto.

Non è utile aumentare autonomamente la quantità con l’idea che “più batteri” producano necessariamente un effetto maggiore. Come abbiamo visto, nel campo dei microrganismi contano ceppi, quantità e modalità d’impiego, non soltanto il numero complessivo.

In caso di terapie farmacologiche o particolari condizioni di salute, è sempre possibile chiedere consiglio al medico o al farmacista prima di iniziare l’integrazione.

Microbiota e flora intestinale sono la stessa cosa?

Per molto tempo si è parlato soprattutto di flora batterica intestinale o semplicemente di “flora intestinale”. Oggi il termine scientificamente più appropriato è microbiota.

La parola flora deriva infatti da una vecchia concezione che classificava i batteri come appartenenti al mondo vegetale. Oggi sappiamo che non è così.

Nel linguaggio comune l’espressione “flora intestinale” continua comunque a essere molto utilizzata e viene generalmente compresa come riferimento all’insieme dei microrganismi presenti nell’intestino.

Quando si incontra quindi la definizione di “integratore per la flora intestinale”, nella maggior parte dei casi si sta parlando di prodotti collegati al microbiota intestinale.

Kijimea K53 Advance è un probiotico?

La parola probiotico viene spesso utilizzata nel linguaggio comune per indicare qualsiasi integratore contenente microrganismi vivi, ma dal punto di vista scientifico la definizione è più precisa.

I probiotici sono microrganismi vivi che, quando somministrati in quantità adeguate, conferiscono un beneficio alla salute dell’ospite. Non basta quindi che un prodotto contenga genericamente batteri perché qualsiasi beneficio possa essere automaticamente attribuito a tutti i microrganismi presenti.

Gli effetti dei microrganismi possono essere ceppo-specifici: ciò che è stato studiato per un determinato ceppo non può necessariamente essere esteso a un altro batterio appartenente alla stessa specie.

Nel linguaggio comune Kijimea K53 Advance può essere facilmente ricondotto alla categoria degli integratori probiotici perché contiene microrganismi vivi in quantità definite. Se vogliamo essere scientificamente più rigorosi, però, è preferibile descriverlo per ciò che sappiamo con certezza dalla sua formulazione: un integratore alimentare contenente una miscela di 53 ceppi batterici selezionati e oltre 20 miliardi di UFC per capsula, associati a biotina e niacina.

In pratica, per chi deve scegliere il prodotto è più utile conoscere quali e quanti microrganismi contiene piuttosto che fermarsi alla sola parola “probiotico”.

Quando può cambiare il microbiota intestinale?

Il microbiota intestinale non è una struttura immutabile: la sua composizione può variare nel corso della vita e rispondere a ciò che mangiamo, alle nostre abitudini e a diversi fattori esterni. Questo significa che le quantità e le proporzioni delle diverse popolazioni di microrganismi presenti nell’intestino possono modificarsi nel tempo.

Uno dei fattori che esercita un’influenza importante è l’alimentazione. La quantità e la varietà di fibre introdotte con frutta, verdura, legumi, cereali integrali, frutta a guscio e semi possono influenzare i microrganismi intestinali, perché alcune componenti degli alimenti vengono utilizzate proprio dai batteri presenti nel colon.

Anche età e stile di vita possono avere un ruolo. Il microbiota cambia significativamente dalla nascita all’età adulta e continua a modificarsi durante l’invecchiamento. Attività fisica, ritmi quotidiani, ambiente e altri aspetti dello stile di vita possono contribuire alle differenze osservate tra una persona e l’altra.

Un caso particolarmente importante riguarda gli antibiotici. Questi farmaci agiscono contro i batteri responsabili di determinate infezioni, ma possono interessare anche parte delle popolazioni batteriche normalmente presenti nell’intestino. Durante o dopo una terapia antibiotica, quindi, la composizione del microbiota può subire modificazioni, la cui entità e durata possono variare in base al tipo di antibiotico, alla durata del trattamento e alle caratteristiche individuali.

È però importante non interpretare qualsiasi cambiamento come qualcosa di necessariamente negativo. Il microbiota è per sua natura dinamico e non esiste un’unica composizione ideale uguale per tutte le persone. Allo stesso modo, la comparsa di gonfiore, diarrea, stitichezza o altri disturbi intestinali non permette da sola di concludere che esista una “disbiosi”.

In pratica, parlare di equilibrio del microbiota significa parlare di un sistema complesso influenzato da molti elementi. L’alimentazione varia e ricca di fonti di fibre rimane uno dei fattori quotidiani su cui è possibile intervenire, mentre integratori contenenti microrganismi, come Kijimea K53 Advance, rappresentano un intervento specifico che non sostituisce le buone abitudini alimentari e deve essere valutato in base alle proprie esigenze.