Tempo di lettura: 3 minuti

La mensa scolastica? Un’incognita e, insieme, un’occasione persa per mostrare rispetto e disponibilità al dialogo con i genitori. Si è svolta nel pomeriggio, davanti a Palazzo Mosti, l’annunciata manifestazione di protesta delle famiglie, nonostante il maltempo, per il mancato avvio del servizio di refezione scolastica nella data stabilita dal contratto tra l’Amministrazione comunale e le ditte affidatarie Authentica e Si Ristora.

Al malumore che da giorni accompagna mamme e papà, costretti a fare i conti con un disagio non indifferente per assicurare quotidianamente un pasto ai propri figli, si è aggiunta oggi un’ulteriore delusione: nessun esponente dell’Amministrazione comunale si è presentato per ascoltare le loro ragioni. Non c’era il sindaco Clemente Mastella, né il consigliere delegato Marcello Palladino. A ricevere i manifestanti è stato soltanto un funzionario del Gabinetto del Sindaco che, visibilmente in imbarazzo, si è limitato a ribadire quanto già annunciato nei giorni scorsi: la mensa partirà martedì prossimo.

Una rassicurazione che, tuttavia, non convince affatto i genitori. Le famiglie dubitano che le ditte incaricate possano risolvere, nel giro di pochi giorni, le criticità strutturali riscontrate dall’Asl nel Centro di Cottura di Beltiglio, nel territorio di Ceppaloni. E nutrono forti perplessità anche sulla possibilità di garantire i circa 2.000 pasti giornalieri attraverso due container che, secondo quanto emerso, sarebbero stati individuati come soluzione alternativa al centro di cottura.

Per i genitori le criticità restano troppe. E poco importa che l’Amministrazione abbia deciso di comminare una sanzione economica alle ditte affidatarie, peraltro ritenuta di modesta entità.

Al presidio erano presenti anche gli esponenti dell’opposizione Floriana Fioretti, Maria Letizia Varricchio, Giovanna Megna, Raffaele De Longis e Francesco Farese, oltre alla segretaria cittadina del Partito Democratico, Rosa Razzano.

A dare voce alle preoccupazioni delle famiglie è stata Floriana Fragnito, portavoce dei genitori, che ha espresso forti perplessità sulle soluzioni prospettate: “Non si può cucinare nei container. Non sono adeguate alle normative igieniche sanitarie”.

Poi ha aggiunto: “Il centro di cottura già da aprile non è adeguato alle linee di sicurezza della Regione Campania. Dovevano fare dei cambiamenti, non sono stati fatti. Non si capisce perché deve essere a Beltiglio”.

Infine, la conclusione: “Le segnalazioni dell’Asl erano datate. Serviva un luogo idoneo e adeguato. La mensa deve essere fatta partire, ma le soluzioni non sono state trovate in questi mesi”.

Martedì, dunque, la prova dei fatti. Ma intanto resta una domanda: possibile che, oltre a non garantire il servizio nei tempi previsti, l’Amministrazione non abbia trovato neppure il tempo di ascoltare i genitori?