Tempo di lettura: < 1 minuto

Il centrodestra fa quadrato. Le opposizioni gridano allo scandalo. Alla Camera arriva il via libera alla nuova legge elettorale. La maggioranza si presenta compatta e porta a casa il risultato. Ma lo scontro politico è appena cominciato.

Durissimo il Partito Democratico, che parla di “una legge elettorale truffa”. Secondo i dem, il provvedimento sarebbe stato costruito dalla maggioranza “su misura, per paura di perdere le prossime elezioni”. Un’accusa che riaccende il confronto sulle regole del voto, mentre il centrodestra rivendica la riforma.

Eppure, la storia dovrebbe suggerire una certa prudenza. Nel 2005 il governo Berlusconi varò il Porcellum. Pochi mesi dopo, a vincere le elezioni fu Romano Prodi. Nel 2017 arrivò il Rosatellum, sostenuto dal Pd e da una parte del centrodestra. Alle politiche del 2018, i democratici subirono una pesante sconfitta.

Due precedenti che raccontano una verità piuttosto semplice. Le leggi elettorali si scrivono in Parlamento. Ma a decidere chi vince sono gli elettori. E stavola potranno farlo anche attraverso le preferenze che, seppure con il capolista bloccato, ritornano.